1.2 Eccezioni alle leggi di Mendel

GENETICA QUALITATIVA B 119 (testa bianca nella razza d Abondance, ventre bianco in molte razze), e per i cavalli anche le pezzature, sono dominanti anche se la loro estensione è regolata da geni c.d. modificatori. 1.2 Eccezioni alle leggi di Mendel. In campo animale sono diversi gli esempi che meritano di essere ricordati relativamente a una situazione di non dominanza di un gene nella coppia allelomorfa. 1.2.1 Dominanza parziale. Il colore del mantello dei suini è dovuto al colore delle setole e della cute che generalmente è lo stesso. Il bianco risulta parzialmente dominante sul mantello colorato: infatti nell incrocio Large White 3 Cinta Senese o altre razze pigmentate, i suini risultano con mantello bianco cosparso di macchie scure, su cui però insistono setole bianche (c.d. tramacchiati). 1.2.2 Allelia multipla o poliallelia. Nello stesso locus possono insistere diversi alleli originatisi per mutazione da quello wild (originario); un esempio di questo fenomeno si ha per il colore del mantello nei conigli. Dalla riproduzione di linee pure di individui con mantelli selvatico (C1C1), Chinchillà (cchcch), Himalaia (chch) e albino (caca), si evidenzia che il selvatico è dominante sul Chinchillà che domina sull Himalaia e che l albino è recessivo su tutti. Il fenomeno era stato studiato nella Drosophila melanogaster evidenziando una serie poliallelica per il colore degli occhi, composta da 12 geni, che va dal bianco (w) recessivo al rosso normale selvatico (W1) dominante. Paterni 1.2.3 Codominanza. L accoppiamento di individui con carattere diverso porta a soggetti eterozigoti nel cui fenotipo è distinguibile l azione dei geni parentali. Un esempio chiaro è quello relativo ai gruppi sanguigni dell uomo (A, B, 0); i 6 genotipi possibili danno origine a 4 fenotipi: A e B dominanti vs 0, mentre A e B sono codominanti (Tab. 3.1). Un esempio zootecnico di questo comportaTAB. 3.1 mento è quello relativo alla K caseina nel latte Genotipi e fenotipi nel caso dei gruppi delle bovine, che si presenta con le varianti A e sanguigni dell uomo B che possiedono caratteristiche diverse ai fini Materni della caseificazione (la variante B è migliore ai Gameti fini della produzione dei formaggi, es. del ParA B 0 migiano Reggiano). Questo carattere, che una A AA (A) AB (AB) A0 (A) volta poteva essere testato solo sulle femmine B AB (AB) BB (B) B0 (B) 0 A0 (A) 0B (B) 00 (0) analizzando il latte, grazie alle tecniche del DNA oggi può essere valutato anche nel toro Le lettere fra parentesi indicano il fenotipo possibile nella generazione parentale. con grande vantaggio temporale. 1.2.4 Dominanza intermedia. Nell accoppiamento di individui portanti caratteri diversi in F1 non si ha la manifestazione del carattere di uno dei genitori, ma una forma intermedia che si ripresenta nel 50% degli F2. Un esempio riguarda il piumaggio dei polli Andalusi; dall incrocio di soggetti a piumaggio bianco con polli neri in F1, si ottengono polli blu che riproducendosi danno il 25% di bianchi, il 50% di blu e il 25% di neri; gli eterozigoti sono quindi riconoscibili, ma il carattere non può essere fissato. Un altro esempio riguarda i meticci ottenuti dall unione di bovini Durham a mantello bianco con quelli a mantello rosso che sono caratterizzati da un mantello ubero. B

SEZIONE B
SEZIONE B
BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini