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B 122 BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE, GENETICA AGRARIA - GENETICA E ZOOTECNIA esterni all individuo e causa del processo morboso oppure dell azione diretta o indiretta di alcuni geni. Nel primo caso si deve escludere qualsiasi possibilità di trasmissione ereditaria della malattia; nel caso della pullurosi, per esempio, è l agente infettivo (Salmonella pullorum) che infetta il pulcino fin dallo sviluppo embrionale, per cui apparentemente c è stata una trasmissione ereditaria del morbo. Allo stesso modo per l uomo si parlava di eredolue, in quanto il feto nasceva malato perché si aveva un passaggio del treponema della sifilide attraverso il circolo placentare o con altre modalità. Questo fenomeno va sotto il nome di pseudoeredità o infezione materna. Tuttavia, anche se le malattie esogene non sono ereditarie in quanto i germi, pur contaminando l embrione non possono entrare a far parte del patrimonio genetico, si può ereditare una serie di caratteri morfologici, fisiologici e biochimici che conferiscono all individuo la capacità di resistere o di acquisire determinate malattie. L eredopredisposizione e/o l eredoresistenza all acquisizione di determinate malattie può essere di specie o individuale: per esempio il bovino non contrae la morva ed è resistente al tetano, cui è invece particolarmente sensibile l equino. La razza bovina Maremmana può essere considerata eredoresistente alla malaria, come conseguenza della selezione naturale che ha operato nei secoli in cui questa razza è stata allevata in zone insalubri. Questi fattori negativi possono condizionare la comparsa di alterazioni più o meno compatibili con la vita, per cui sono stati distinti in caratteri subvitali quelli che causano la morte più o meno precocemente dopo la nascita, mentre disvitali quelli che provocano la morte dell embrione in fase più o meno avanzata dello sviluppo. I fattori letali, che negli animali sono solamente zigotici, possono essere: a. dominanti: se provocano alterazioni visibili allo stato omozigote o eterozigote; b. recessivi: quando la loro azione si esplica solamente allo stato omozigote. Lucien Cuenot, accoppiando dei topini gialli danzatori, ottenne in F1 una discendenza di topi gialli e topi grigi nel rapporto di 2:1, ma evidenziò che questa era meno numerosa rispetto all atteso e che i topi gialli non erano mai omozigoti. Più tardi Kirkham, sacrificando delle topine gravide, mise in evidenza la presenza di feti gialli in riassorbimento e concluse che vi era un gene pleiotropo che, oltre a determinare il colore giallo, portava a morte embrionaria i soggetti omozigoti. Un altro esempio di gene letale riguarda il mantello bianco dei cavalli che si comporta da dominante. Il gene di questo locus indica semplicemente se il mantello sarà bianco (WW, Ww) o colorato (ww), ma il colore sarà determinato da un gene residente in un altro locus. Anche in questo caso, se ? 5 w, il mancato rispetto del rapporto mendeliano (3:1) trova spiegazione solamente nel fatto che la forma omozigote dominante (WW) sia letale, per cui i feti vengono riassorbiti durante la vita embrionaria, mentre i bianchi nati sono eterozigoti (Ww) come è dimostrato con il test di accopTAB. 3.2 Test di accoppiamento per la valutazione piamento riportato in Tabella 3.2. del genotipo di cavalli con mantello Nella razza bovina Romagnola si bianco e colorato era diffusa un alterazione del paPuledri Accoppiamenti trimonio genetico piuttosto grave, Bianco Colorato l acondroplasia, che determinava 2 1 Bianco Y Bianco (W? 3 W?) nanismo, raccorciamento degli 1 1 Bianco Y Colorato (W? 3 ww) arti, brachignatismo, coda corta e 1 Colorato Y Colorato (ww 3 ww) torta, sterilità, morte precoce.

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BOTANICA, FISIOLOGIA VEGETALE...
La Botanica è la scienza che studia le forme di vita del mondo vegetale e ne analizza i rapporti ecologici attraverso diverse branche: ad esempio, la citologia studia la cellula vegetale e le sue funzioni; l’istologia si occupa dei tessuti; l’anatomia analizza gli organi; la genetica controlla la trasmissione dei caratteri di generazione in generazione; la fitosociologia e l’ecologia cercano di individuare i rapporti dei vegetali, fra loro e con gli altri viventi. A sua volta, ciascuna branca focalizza alcuni particolari aspetti del mondo vegetale: le modalità nutrizionali o riproduttive, la distribuzione geografica, i possibili utilizzi in altri campi (scientifico, farmaceutico, alimentare, ecc.).Le conoscenze botaniche, evolutesi nel contesto della stessa evoluzione umana, sono particolarmente importanti per le applicazioni in campo agronomico poiché rappresentano una delle fondamentali basi scientifiche sulle quali costruire e articolare buona parte dei saperi orientati alla produzione agraria. La pianta, sia che abbia avuto origine dall’incontro dei due gameti, maschile e femminile, con formazione del seme, o dalla moltiplicazione di una porzione di pianta, per esempio da una talea d’innesto, o ancora da un insieme di cellule meristematiche attraverso la tecnica della micropropagazione in vitro, rappresenta sempre il punto focale della disciplina agronomica.In questa Sezione B del Manuale dell’Agronomo sono poi sviluppati e approfonditi anche tutti gli aspetti legati alla Genetica agraria (dalle conoscenze consolidate della genetica mendeliana alla genetica molecolare, all’ingegneria genetica, all’analisi del genoma). Oltre ai contenuti di carattere generale, sono trattati separatamente, in parallelo, i due settori di applicazione del miglioramento genetico in campo agrario: quello vegetale e quello animale per l’ambito applicativo zootecnico. Coordinamento di SezionePaolo CecconRealizzazione e collaborazioniPaolo Ceccon, Elio Cirillo, Maurizio Cocucci, Stefania Dall’Olio, Adalberto Falaschini, Maria Nives Forgiarini, Marcello Guiducci, Carlo Lorenzoni, Adriano Marocco, Roberto Pinton, Aldo Pollini, Domenico Ugulini