1.1.3 Aspetti legislativi

PRODUZIONI BIOLOGICHE E INTEGRATE C 199 Il consumatore che inizialmente aveva mostrato un interesse esclusivo alla ricerca della salubrità del prodotto, con l obiettivo di tutelare la propria salute, successivamente aveva rivolto maggiore attenzione alle tematiche ecologiche, mostrando particolare cura per le problematiche legate alla difesa dell ambiente e del benessere degli animali in allevamento. 1.1.3 Aspetti legislativi. Negli ultimi anni l Unione Europea e tutti i suoi membri si sono preoccupati di regolare e salvaguardare le interazioni tra l attività agricola e l ambiente, sia tenendo conto della fragilità di risorse come acqua e suolo presenti in esso, sia considerando anche come la coltivazione della terra sia fonte importante di reddito per le comunità rurali e bene primario per l intera popolazione. Attraverso i regolamenti e le direttive emanate a livello comunitario, nonché attraverso i decreti e le leggi nazionali e regionali, è possibile delineare l atteggiamento e individuare i cambiamenti che hanno contraddistinto la politica agricola internazionale, nazionale e locale, strettamente legata anche a quella ambientale ed economica, nel corso dell ultimo ventennio del secolo scorso. Con la sua nascita nel 1962, la PAC prevedeva come primo obiettivo la sicurezza alimentare per la popolazione, ma dagli anni 90 furono messi in luce i concetti di qualità e di attenzione per l ambiente e fu richiesto il rispetto di specifiche norme legate all ecosistema, al benessere degli animali e agli standard di sicurezza degli alimenti. Il 24 giugno del 1991 venne approvato dal Consiglio della CEE il regolamento n. 2092, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 22/07/91, relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli e dell indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari . Esso costituisce un riconoscimento ufficiale a livello europeo di questo metodo produttivo e al tempo stesso definisce regole uniformi e armonizzate per gli operatori dei diversi paesi della Comunità. Nel 1992 la Commissione Europea emanò un primo regolamento relativo a metodi di produzione agricola compatibili con le esigenze di protezione dell ambiente e con la cura dello spazio naturale (regolamento CEE, n. 2078/1992). Con questo regolamento l Unione Europea iniziò a promuovere, stanziando dei fondi, la produzione integrata, rimarcando l importanza di affiancare a questa un idonea sensibilizzazione e conseguente formazione degli operanti nel settore. Le misure agroambientali avviate nel 1992 con la cosiddetta riforma MacSharry , che aveva dato particolare rilievo alla dimensione ambientale dell agricoltura in quanto principale utilizzatrice della terra (regolamento CE, n. 1257/1999), trovarono la loro continuazione nella riforma Fishler, con la quale l Unione Europea introdusse nuove misure e disposizioni secondo il quadro comunitario di sviluppo rurale per il periodo 2000-2006. Anche nel periodo 2007-2013 venne riconfermato dalla politica agricola comune il sostegno allo sviluppo rurale e alle problematiche agroambientali e nel novembre 2007 la Commissione Europea fece una health check, cioè una verifica dello stato di salute della PAC allo scopo di migliorarne il funzionamento in previsione del periodo 2014-2020. Nel frattempo il considerevole interesse manifestato dai consumatori nei confronti dei prodotti naturali aveva determinato una sempre maggiore attenzione del legislatore comunitario verso il settore del biologico. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi