1.3 Produzione biologica

C 202 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNOLOGIE PER L AGROAMBIENTE Metodi biologici. Le sostanze chimiche vengono usate solo dopo aver accertato, con opportuni rilievi in campo, la presenza del parassita e la sua reale dannosità. Per attuare questo tipo di difesa, occorre conoscere il ciclo vitale degli organismi utili e di quelli dannosi, le caratteristiche dei prodotti fitosanitari e disporre di informazioni relative ai fattori climatici (temperatura e umidità in particolare), che influenzano la comparsa della malattia. I criteri fondamentali per l applicazione della difesa integrata sono: a. soglia di tolleranza, che è il livello di infestazione di un parassita, al di sopra del quale è giustificato il trattamento antiparassitario perché il suo eventuale danno supera il costo del trattamento; b. scelta del prodotto fitosanitario, che viene fatta valutando attentamente il grado di efficacia nei confronti dei singoli parassiti, la degradabilità del prodotto nel frutto e nell ambiente, la tossicità; c. selettività dei prodotti fitosanitari, che è la capacità di una sostanza attiva di agire solo sul fitofago da combattere, senza danneggiare i nemici naturali, in particolare gli insetti utili. La selettività può dipendere: dalle caratteristiche della sostanza attiva; dal momento dell applicazione, in relazione allo stadio di sviluppo del parassita e dell insetto utile (i trattamenti invernali possono danneggiare meno gli insetti utili in quanto molte specie sono riparate e più protette); d. sfruttamento dei nemici naturali i quali, in alcuni casi, contrastano efficacemente la specie dannosa, per cui vanno salvaguardati attraverso una scelta oculata dei prodotti da usare e dell epoca d impiego degli stessi. La determinazione del periodo di comparsa dei parassiti e la valutazione dell entità dell attacco parassitario possono essere verificati installando trappole con le quali eseguire il monitoraggio. Le trappole si distinguono in: trappole cromotropiche, che sono costituite da cartelle colorate (giallo, azzurro, ecc.) ricoperte di colla, il cui funzionamento è basato sull attrazione che determinati colori esercitano sugli insetti; trappole a feromoni, che attraggono gli insetti con sostanze odorose volatili (attrattivi sessuali o feromoni). 1.3 Produzione biologica. L agricoltura biologica è un metodo di produzione regolamentato da specifiche norme. In particolare per assicurare la produttività e la difesa delle piante, è consentito esclusivamente l impiego di concimi e di prodotti fitosanitari di origine animale, vegetale e minerale; il controllo delle infestanti viene effettuato attraverso le lavorazioni del terreno e l applicazione di adeguate rotazioni culturali, mentre la fertilità del suolo è migliorata e mantenuta attraverso il riciclo dei rifiuti vegetali e animali. Gli alimenti biologici non possono contenere additivi come conservanti, coloranti, esaltatori di sapidità e sono esenti da OGM. La corretta applicazione del metodo di produzione biologica è verificata, tramite sopralluoghi in azienda e analisi chimiche, da enti di controllo designati dal Ministero per le risorse agricole, alimentari e forestali.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi