2. Valutazione agronomica del territorio

VALUTAZIONE AGRONOMICA DEL TERRITORIO C.3 C 315 2. Valutazione agronomica del territorio 2.1 Aspetti introduttivi. La Valutazione Agronomica del Territorio (VAT) ha come finalità lo studio, la messa a punto e l applicazione di procedure per la classificazione, pianificazione e gestione di aree omogenee o di entità presenti sul territorio rurale, in relazione alla loro destinazione. La necessità di applicare un processo valutativo deriva dalla complessità del sistema da governare, nel quale interagiscono fattori pedologici e climatici, ma anche socioeconomici e storici come l uso attuale del suolo, le consuetudini, le tradizioni. Scopi della VAT sono l ottimizzazione dell impiego delle risorse ambientali in agricoltura, la valorizzazione e tutela del territorio, la valutazione dei rischi (climatici, d inquinamento, ecc.), il supporto alle decisioni di pianificazione dello spazio rurale e la valutazione della produttività agricola a scala territoriale. Altre applicazioni considerano gli aspetti logistici come l identificazione dei bacini di produzione e la localizzazione dei siti per attività produttive, impianti di conferimento e trasformazione dei prodotti agricoli. Le analisi valutative agronomiche permettono di considerare fenomeni che non rientrano facilmente nella valutazione economica, ma che sono fondamentali per i decisori quando devono definire le politiche di sviluppo e di tutela delle aree rurali. In tali casi il processo di valutazione consente di sfruttare al meglio tutte le forme di conoscenza disponibili, anche per dirimere conflitti sull uso del territorio e nei processi di negoziazione. L analisi valutativa deve basarsi su metodologie rigorose, trasparenti, che distinguano chiaramente le conoscenze tecnico-scientifiche dagli aspetti soggettivi derivanti dal giudizio esperto o da decisione politica. L applicazione della VAT richiede le competenze professionali tipiche dell Agronomo che, a tal fine, dovrà anche disporre di strumenti concettuali e operativi adeguati all implementazione delle procedure di valutazione e all interazione con i professionisti geologi, architetti e ingegneri. Nonostante le procedure di valutazione siano impiegate da molto tempo in ambito pedologico e agronomico, al momento manca ancora uno schema procedurale rigoroso e la terminologia adottata è spesso vaga e ambigua. Per tali motivi invece di proporre una molteplicità di schemi di valutazione, si è preferito presentare una metodologia generale che permettesse di affrontare in modo semplice e razionale i diversi problemi di valutazione. 2.1.1 Definizioni Classificazione. Operazione che permette di raggruppare le unità di valutazione in classi di merito (es. idoneo, mediamente idoneo, non idoneo). Criterio. Una dimensione per la quale stabilire un giudizio positivo o negativo su ciascuna unità di valutazione, in relazione al raggiungimento di obiettivi prefissati. una regola sulla base della quale si effettua la valutazione. Discretizzazione. Operazione che permette di trasformare una variabile continua in una discreta, cioè in una variabile che può variare solo per quantità non infinitesime. La discretizzazione di indici o indicatori numerici continui porta a ottenere un numero finito di valori (numerici o alfanumerici). I limiti delle classi sono stabiliti in conformità C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi