SEZIONE C

C 316 AGRONOMIA E TERRITORIO - PIANIFICAZIONE E USO DEL TERRITORIO a classificazioni già riconosciute, oppure stabiliti arbitrariamente. Anche l indice finale di valutazione, per una migliore rappresentazione cartografica a scopo decisionale, richiede di essere discretizzato. Incertezza. Caratteristica per cui si ha motivo di ritenere che una data informazione non corrisponda al valore vero in quanto affetta da errore, oppure che non rappresenti congiuntamente la realtà in quanto questa è per sua natura variabile. In tali casi, oltre a un valore di centralità (come la media o la mediana), bisognerebbe fornire anche un parametro di dispersione (intervallo di variazione, deviazione standard, ecc.). Indicatore (i). Valore numerico, ottenuto per ogni unità di valutazione, che ha lo sco- po di fornire una segnalazione qualitativa su quanto tale unità soddisfa un certo criterio. Gli indicatori possono essere continui o discreti. Indice di valutazione (t). una misura sintetica di quanto un unità di valutazione è idonea (o vulnerabile) a un certo uso (es. indice di vocazione viticola). Normalizzazione. Operazione che trasforma una variabile osservata in un altra adi- mensionale e che, in genere, varia in un intervallo definito (spesso da zero a uno). Script. Testo che riporta una sequenza di operazioni che il computer deve svolgere per ottenere elaborazioni più o meno complesse. L uso degli script permette l esecuzione automatica delle procedure di valutazione territoriale, senza la continua assistenza dell operatore, come è invece richiesto dall approccio interattivo. Gli script vengono impiegati nell ambito di software applicativi dotati di un apposito linguaggio di scripting. Sensibilità. Proprietà di una procedura di valutazione per cui, al variare degli input (ca- ratteristiche di base, parametri, pesi), si producono variazioni nella risposta (le mappe dell indice di valutazione cambiano). Spazializzazione. Operazione che, a partire da dati georiferiti puntuali o incompleti, porta alla ricostruzione dell informazione per tutta l area allo studio. Stakeholder. Persona, gruppo o ente non coinvolto direttamente nel processo di valu- tazione, ma portatore di qualche interesse per le conseguenze della valutazione. Standardizzazione. Operazione che trasforma una variabile osservata in un altra, adi- mensionale, caratterizzata da media zero e deviazione standard pari a uno. Si utilizza al posto della normalizzazione per aggregare indicatori che, dopo la normalizzazione, presentano ancora varianze non omogenee. Unità di valutazione territoriale (ut). Sono le più grandi porzioni di territorio che possono essere considerate omogenee per le caratteristiche allo studio; in un sistema informativo territoriale possono essere rappresentate con metodo raster (griglia di celle) o vettoriale (poligoni, definiti dalle coordinate dei loro vertici). Validazione (convalida). Operazione applicata a una procedura di valutazione per ac- certare che la stessa sia adatta allo scopo per il quale è stata sviluppata. Le modalità di validazione possono essere diverse, in relazione alle finalità della valutazione. Valutazione territoriale. un processo conoscitivo, basato su informazioni oggettive e su giudizi, che si applica al territorio per ricavarne informazioni sullo stato, sull evoluzione o sulla risposta agli interventi.

SEZIONE C
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AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi