2.1.5 Criteri

VALUTAZIONE AGRONOMICA DEL TERRITORIO C 319 d. Si adottano dei pesi: se si ritiene che gli indicatori abbiano importanza diversa nel rappresentare l idoneità, è necessario impiegare pesi di importanza. Se invece si ritiene che gli indicatori rivestano la stessa importanza o che non vi siano conoscenze adeguate per l attribuzione dei pesi, questi possono essere trascurati. e. Si stabiliscono le modalità di aggregazione degli indicatori continui (additiva, moltiplicativa, legge del minimo) e di quelli discreti (tabelle di corrispondenza, alberi di decisione, sistemi esperti). 2.1.5 Criteri. Ogni entità complessa va valutata sotto diversi punti di vista (dimensioni o criteri). I criteri di valutazione costituiscono le regole sulle quali stabilire un giudizio positivo o negativo per le UT, in relazione al raggiungimento (o alla raggiungibilità) degli obiettivi prefissati. Per esempio, per valutare l idoneità di un territorio a un tipo di coltivazione si potrebbero considerare criteri come la fertilità del suolo, il possibile impatto ambientale, l accessibilità al sito, la vicinanza ai mercati, ecc. La definizione dei criteri ha senso solo dopo aver stabilito gli obiettivi della valutazione e, in particolare, l uso al quale destinare l area allo studio. I criteri possono essere intesi anche come i requisiti che un area deve possedere per essere considerata adatta (o inadatta) a uno scopo. Dopo aver stabilito i criteri, è necessaria una misura di quanto una UT soddisfi ogni criterio stabilito. Ciò avviene attraverso l impiego di indicatori. 2.1.6 Indicatori. L indicatore (I) rappresenta una qualità complessa del territorio2; è lo strumento fondamentale per il processo di valutazione. Un indicatore è un valore numerico, ottenuto per ogni UT, che ha lo scopo di fornire una segnalazione qualitativa su quanto tale unità soddisfa un certo criterio. Un criterio può avere uno o più indicatori. Gli indicatori sono anche variabili che forniscono informazioni su altre variabili alle quali è difficile o troppo costoso accedere. In economia si parla di proxy, nel senso di un indicatore statistico che descrive il comportamento di un fenomeno non osservabile direttamente. Per esempio, un indice di Borsa è il proxy dell andamento del mercato azionario. L indicatore è la misura di un obiettivo da raggiungere, di una risorsa da mobilitare, di un output da produrre, di un effetto o di un impatto atteso. Un indicatore genera un informazione facile da comunicare e da comprendere, impiegata utilmente anche nelle negoziazioni o nelle decisioni. Struttura dell indicatore. Un indicatore è formato da due componenti: una variabile di osservazione, numerica o descrittiva, e un giudizio di merito che fornisce il valore ai dati della variabile. conveniente che l indicatore sia reso adimensionale e normalizzato a una scala da 0 a 1 (oppure da 0 a 100), comune a tutti gli indicatori della valutazione. Può derivare da variabili numeriche continue (attraverso l uso di funzioni di valore) oppure da variabili qualitative, i descrittori. Il descrittore non ha una scala continua, ma può essere 2 Spesso, erroneamente, non si fa distinzione tra i concetti di criterio e di indicatore , confondendo la domanda (criterio) con l offerta (indicatore della qualità territoriale). Analogamente, non si fa distinzione tra l indicatore (che esprime un giudizio qualitativo di merito) e la variabile impiegata per ottenerlo. Si osservi come i valori numerici misurati, pur avendo in certi casi la funzione di indicatore, possano avere significati diversi, in relazione all obiettivo della valutazione. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi