SEZIONE C

C 320 AGRONOMIA E TERRITORIO - PIANIFICAZIONE E USO DEL TERRITORIO trasformato in un indicatore numerico tramite la sua ricodifica ottenuta impiegando tabelle di valore, dette anche tabelle di riferimento. La scelta dei criteri e dei relativi indicatori è un operazione delicata perché può orientare artificiosamente i risultati della valutazione. Gli indicatori andrebbero scelti sulla base di schemi di valutazione riconosciuti a livello internazionale oppure definiti in modo collegiale, con il contributo di altri esperti o degli stakeholder. La soggettività della scelta degli indicatori può essere ridotta definendoli a priori (durante la fase di analisi) e scegliendo quelli ben accettati nell ambito scientifico-professionale di riferimento. Per ottenere un indicatore bisogna definire le variabili territoriali da impiegare, l eventuale metodo di calcolo per la loro rielaborazione e le modalità da impiegare per l attribuzione del valore ai dati. L attribuzione del valore può avvenire con: a. funzioni di valore (per variabili quantitative): per ogni dato della variabile la funzione di valore restituisce un numero da 0 (giudizio negativo) a 1 (giudizio positivo); b. tabelle di riferimento (per variabili qualitative): a ogni codice della variabile viene assegnato un valore da 0 a 1, ricavato da una tabella predisposta allo scopo; c. valori soglia che indicano il cambiamento del giudizio di merito, quando una variabile continua supera una certa soglia. In questo caso l indicatore viene discretizzato. opportuno notare che, nella pratica, l attribuzione del valore viene spesso trascurata, affermando implicitamente che la risposta dell indicatore sia lineare. Proprietà degli indicatori. Per rappresentare correttamente il complesso delle caratteristiche oggetto della valutazione, l indicatore deve essere valido, reperibile, comunicabile e con adeguata risoluzione spaziale. Un indicatore è valido se è in grado di misurare un fenomeno negli aspetti che con esso si vogliono studiare. In relazione alla validità, un indicatore deve presentare le seguenti proprietà. a. Pertinenza: deve corrispondere agli intenti della valutazione ed essere in grado di rappresentare le proprietà del territorio allo studio. b. Specificità: un indicatore è specifico se rileva una caratteristica esclusiva del fenomeno esaminato. c. Indipendenza: ogni indicatore aggiuntivo deve apportare nuova informazione all indice finale. Quando il numero degli indicatori è elevato, questi tendono a condividere una parte dell informazione, risultando statisticamente correlati (informazione ridondante, da evitare). Per esempio, per le vocazioni colturali, la variabile somma termica annuale è correlata alla temperatura media annuale. Quindi, i rispettivi indicatori non sono da impiegare contemporaneamente. d. Attendibilità: un indicatore è attendibile quando garantisce precisione e ripetibilità alla valutazione. e. Robustezza: capacità di fornire informazioni corrette, anche in presenza di eventi estremi, rari o di dati anomali. f. Sensibilità: deve registrare le variazioni significative del fenomeno attraverso cambiamenti numerici corrispondenti. La sensibilità dell indicatore deve essere analoga a quella del fenomeno da rappresentare. Un indicatore è sensibile quando è capace di evidenziare differenze nel livello o nell intensità di un fenomeno. Per esempio, un indicatore basato sulla temperatura che, a fronte di variazioni importanti dal punto di vista fisiologico-produttivo, non presenti variazioni significative è inutilizzabile per la vocazione colturale.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi