2.1.7 Variabili

VALUTAZIONE AGRONOMICA DEL TERRITORIO C 321 In relazione alla reperibilità un indicatore deve presentare le seguenti proprietà. a. Disponibilità: i dati e le procedure per il calcolo dell indicatore devono essere ac- cessibili e disponibili. b. Economicità: il dispendio di risorse per il reperimento dei dati utili alla definizione dell indicatore non deve essere eccessivo in rapporto all importanza del suo contenuto informativo. c. Aggiornabilità: la possibilità di ottenere nuovi valori della stessa serie storica in modo da consentire l aggiornamento dell indicatore. Altre proprietà degli indicatori sono: a. comunicabilità: è richiesta una facile comprensibilità sia per i tecnici sia per i profani; è importante anche la chiarezza della sua rappresentazione, da realizzarsi mediante tabelle, grafici e mappe; b. risoluzione spaziale: è la più piccola dimensione degli oggetti territoriali che l indicatore è in grado di distinguere. Nell approccio raster corrisponde alla dimensione della cella. In sintesi, gli indicatori devono essere facili da capire, specifici per lo scopo, capaci di rappresentare la variabilità spaziale e l evoluzione del sistema, non correlati, facili da rilevare e da calcolare. Gli indicatori possono essere anche classificati in: a. indicatori di base, che fanno diretto riferimento a informazioni elementari misurabili come, per esempio, il contenuto in scheletro del terreno, la pendenza del suolo, ecc.; b. indicatori derivati (o macro-indicatori o indicatori compositi) che sono invece ottenuti dagli indicatori di base con l applicazione di procedure di calcolo (algoritmi, modelli di simulazione, reti neurali, funzioni di trasferimento, metodi di aggregazione, ecc.). 2.1.7 Variabili. Sono le informazioni territoriali con cui calcolare gli indicatori. Sono ottenute per ciascuna UT e possono essere di tipo quantitativo o qualitativo. Le variabili quantitative esprimono una quantità e sono rappresentabili con numeri. Una variabile è quantitativa se ha senso parlare di distanza tra i diversi valori numerici. Sono di tipo continuo quando, in un intervallo, possono assumere infiniti valori; di tipo discreto, quando assumono valori che cambiano per quantità non infinitesime. Esempi di variabile continua sono il contenuto in sostanza organica del terreno e la temperatura media annuale. Un esempio di variabile discreta è il numero di orizzonti del suolo. possibile trasformare una variabile quantitativa continua in una discreta, con un processo di discretizzazione. Le variabili qualitative esprimono una qualità dell UT e sono rappresentate da un codice alfanumerico (es. classi di uso del suolo, di unità litologiche, ecc.) scelto tra un numero finito di possibilità. Una variabile è qualitativa se i suoi valori appartengono a un numero finito di categorie; sono variabili categoriche che possono essere di tipo nominale oppure ordinale, se ha senso disporle in ordine crescente o decrescente. In ogni caso non è possibile calcolarne una distanza. Un caso particolare di variabile qualitativa nominale sono le variabili dicotomiche (booleane), definibili con le categorie vero/falso, 1/0, sì/no. Tale tipo di variabile è adatto a rappresentare la presenza o assenza di una particolare caratteristica nelle UT. Un altra classificazione distingue tra variabili numeriche continue e categoriche. Le variabili categoriche possono essere sia numeriche discrete sia variabili qualitative e vengono così definite perché identificano categorie o classi. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi