1.2 Ristagno idrico e suoi effetti

C 6 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE Quest ultimo aspetto è da ritenere molto interessante perché, se è vero che in una certa area cadono mediamente, per esempio, 800 mm di pioggia, può essere altrettanto vero che in certe annate ne cadono solo 500-600, mentre in altre si possono raggiungere o superare i 1.000 mm. Lo stesso discorso può essere considerato valido per periodi di tempo inferiori o superiori all anno. evidente, quindi, che la piovosità dell ambiente può essere meglio caratterizzata solo in termini probabilistici: nella località L, durante il periodo T, cadono mediamente P mm di pioggia, nel 90% dei casi si supera P 2 x1, nell 80% dei casi si supera P 2 x2, nel 30% dei casi si supera P 1 xn, eccetera. Per arrivare a questo risultato è necessario conoscere l entità delle piogge registrate nell ultimo trentennio o cinquantennio. L acqua infiltrata viene trattenuta dal terreno fino a un valore massimo corrispondente alla capacità di campo. Man mano che questo valore viene superato il fronte di umettamento si approfondisce e l acqua in eccesso si disperde in profondità dove alimenta le falde. Se essa incontra orizzonti impermeabili o poco permeabili a modesta profondità, si formano falde sospese che possono interessare la zona degli apparati radicali creando condizioni di ristagno sottosuperficiale. Va infine ricordato come nei terreni coltivati si registrano talora afflussi idrici, originati dall irrigazione, che possono anche superare quelli di origine naturale e richiedere interventi di regimazione. Questo problema si presenta soprattutto nelle aree dove si realizzano interventi irrigui con sistemi poco efficienti come la sommersione, lo scorrimento superficiale e la subirrigazione freatica. 1.2 Ristagno idrico e suoi effetti. Quando il contenuto idrico nel terreno è superiore alla capacità di campo e/o c è presenza di acqua libera in superficie, ci troviamo di fronte a un fenomeno di ristagno, definito sotterraneo o sottosuperficiale nel primo caso, superficiale nel secondo. Il ristagno sottosuperficiale può essere causato, come si è detto, da rallentamento o interruzione del processo di percolazione, ma non sono rari i casi di infiltrazione sotterranea dovuta alla vicinanza di un corso o un invaso con livello d acqua più alto del piano di campagna. Il problema dell innalzamento del livello di falda è talora amplificato dall esistenza di uno strato di terreno molto umido sovrastante e a contatto con la falda stessa. Lo spessore di questo strato bagnato, che prende il nome di frangia capillare, cambia con la granulometria del suolo: è di pochi centimetri nei terreni molto sabbiosi e supera 30 cm in quelli argillosi. Il ristagno superficiale può verificarsi in seguito all affioramento della falda o quando gli apporti idrici, sia che essi siano di origine naturale o artificiale, apportano più acqua di quanto il sistema sia in grado di smaltirne attraverso i contemporanei processi di percolazione, scorrimento superficiale ed evapotraspirazione. Il ristagno può essere temporaneo o permanente. Solo il primo costituisce un problema di natura strettamente agronomica, mentre il secondo interessa maggiormente la bonifica idraulica, che ha il compito di eliminare gli eccessi idrici da aree come le paludi, gli acquitrini e/o le lagune se c è l intenzione di metterle a coltura. In generale, i problemi creati dal ristagno sono più frequenti nei terreni argillosi piuttosto che in quelli sabbiosi; infatti esso si verifica con maggior facilità in presenza di una bassa permeabilità, di una modesta capacità idrica massima e di una bassa capacità di campo. Il ristagno d acqua può influire negativamente sul terreno, sulla coltura e sull attività agricola in senso stretto.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi