1.3 Ridotto immagazzinamento idrico

REGIMAZIONE IDRICA DEI TERRENI C 7 Un terreno con una eccessiva quantità d acqua presenta un ridotto contenuto d aria unita a un rallentamento del movimento dei gas. Ciò comporta una diminuzione dell attività microbica complessiva e un prevalere dell attività anaerobica su quella aerobica. In presenza di ristagno idrico si nota un arresto della nitrificazione, una diminuzione della concentrazione di ossigeno, con contemporaneo aumento di quella dell anidride carbonica, una diminuzione del potenziale di ossidoriduzione e la formazione di composti come H2S, NH3, N2, acido butirrico, acidi fenolici, solfiti ed etilene. L aggregazione strutturale risulta poi insufficiente a causa di una evoluzione anomala della sostanza organica. Nei terreni limosi e argillosi ciò può comportare la successiva formazione di una crosta superficiale saltuariamente interrotta da crepacciature. Tra gli effetti negativi diretti del ristagno sulle colture assume grande importanza la riduzione dell attività respiratoria delle radici, con conseguente rallentamento dello sviluppo. Viene alterato altresì l accrescimento dell apparato radicale, che risulta essere composto da radici più corte, più superficiali, meno numerose e meno ramificate. Frequentemente si riscontrano numerose radici avventizie al colletto della pianta sottoposta a ristagno idrico. In generale le radici turgide d acqua sono meno resistenti agli attacchi parassitari e ciò può favorire il diffondersi di fitopatie; è necessario però sottolineare che, mentre alcuni parassiti possono essere favoriti dalla presenza di ristagno, altri possono esserne danneggiati. Analogo discorso può essere fatto per l influenza del ristagno sulla composizione floristica della popolazione di malerbe: in certe situazioni periodi anche relativamente brevi di ristagno possono favorire l infestazione di malerbe, in altri casi, invece, il ristagno può svolgere un effetto benefico sul controllo dell infestante (es. la risaia sul Sorghum halepense). Gli effetti del ristagno idrico sull attività agricola sono molteplici e di grande importanza pratica. Esso infatti impedisce la transitabilità e la lavorabilità dei terreni coltivati. Ne risulta che, fatte poche eccezioni per i suoli molto sabbiosi, la scelta dei tempi utili per l esecuzione delle operazioni colturali ne risulta fortemente condizionata. 1.3 Ridotto immagazzinamento idrico. Quando il terreno è in pendio, l acqua scorre più facilmente sulla sua superficie e quindi la frazione di questa che penetra nello stesso si riduce. Ciò fa sì che le riserve idriche del suolo siano in realtà mediamente minori di quelle che potrebbero essere in piano con la stessa piovosità. Un qualche intervento, che rallenti il deflusso superficiale e/o che aumenti la velocità di infiltrazione superficiale, può favorire la penetrazione dell acqua nel terreno. Questo risultato appare particolarmente efficace su terreni profondi con media granulometria o ricchi di argilla o di sostanza organica, che sono costituzionalmente in grado ci trattenere elevati quantitativi d acqua. 1.4 Erosione idrica e frane. Le particelle di terreno possono essere interessate sia da fenomeni erosivi (e), cioè fenomeni che le staccano dalla loro sede di origine e le trasportano più o meno lontano, sia da fenomeni di sedimentazione (s), che si realizzano nei luoghi dove esse vengono depositate. Lo spessore del terreno è determinato dalla combinazione di questi due processi fra loro e col processo pedogenetico (p). Quando e , s 1 p diciamo che ci troviamo in una situazione di erosione ritardata, quando e 5 s 1 p si parla di erosione compensata e quando e . s 1 p di erosione accelerata. proprio a quest ultima che ci si riferisce con il termine semplice erosione . C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi