SEZIONE F

F 10 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE Se anche non sono accertate differenze certe di produzione rispetto ai boschi disetanei, le dimensioni medie degli alberi che vengono utilizzati sono minori e quindi si riduce il valore degli assortimenti prodotti. una forma di trattamento adatto alle specie eliofile e nelle stazioni con clima freddo. Per ovviare agli inconvenienti del taglio raso su estese superfici, questa forma di trattamento viene applicata su superfici ridotte; le principali modalità sono: taglio a buche: taglio di tutti gli alberi su una superficie con diametro (o lato) pari o inferiore a 1-1,5 volte l altezza degli alberi dominanti (circa 600-1.500 m2), di forma approssimativamente isodiametrica; taglio a strisce: taglio integrale su una superficie di forma rettangolare con il lato minore uguale o inferiore a metà dell altezza degli alberi e il lato maggiore almeno doppio del lato minore. tagli successivi. Una successione di tagli eseguita entro pochi anni (il periodo di rinnovazione raramente supera i 10 anni), durante i quali si insedia, per via naturale, la rinnovazione generata dal seme prodotto dagli alberi del soprassuolo da utilizzare, consente la formazione di un soprassuolo che ha caratteri strutturali tipici del bosco coetaneo. I tagli si suddividono in tagli di preparazione, di rinnovazione (di sementazione e secondari) e taglio di sgombero. I tagli di preparazione, rivolti ad accelerare la decomposizione della lettiera e ad aumentare la produzione di seme, sono inutili quando siano stati eseguiti regolari diradamenti. Il taglio di sementazione, che segna l inizio del periodo di rinnovazione, si fa alla scadenza del turno e preleva, a seconda della specie e della stazione, dal 25% al 70% della massa legnosa; questo taglio crea condizioni adatte alla maggiore produzione di seme e all affermazione dei semenzali. I tagli secondari, inutili se la rinnovazione è stata abbondante e la specie è eliofila, hanno lo scopo di aumentare la luce per i semenzali; il primo si fa quando il novellame ha raggiunto i 50 cm di altezza (2-5 anni dopo il taglio di sementazione), gli altri a distanza di 4-5 anni. Il taglio di sgombero chiude il periodo di rinnovazione e riguarda tutti gli alberi rimasti; esso va eseguito non appena possibile per rendere minimi i danni al novellame. Si distinguono tagli successivi uniformi, se applicati su superfici maggiori di 5.000 m2, e tagli successivi su piccole superfici. Questi ultimi, in relazione alla presenza o all assenza della rinnovazione, si possono distinguere in: tagli successivi a gruppi: si eseguono partendo da gruppi di novellame ed estendendo centrifugamente la superficie in rinnovazione; tagli successivi a strisce: si applica il taglio di sementazione entro una striscia e successivamente si procede entro una striscia adiacente eseguendo nel contempo un taglio secondario sulla prima striscia. Con il trattamento a tagli successivi il novellame gode nei primi anni di vita di protezione dagli estremi termici e la concorrenza della vegetazione erbacea viene contenuta; la protezione del suolo è maggiore e le piante che rimangono fino al taglio di sgombero hanno un forte accrescimento. L impatto visivo dei tagli è molto mitigato. Con questa forma di trattamento si possono verificare danni prima agli alberi adulti rimasti (scottature alla corteccia, sradicamento per l esposizione al vento), poi al novellame (danni meccanici dovuti agli abbattimenti). F01_1_Selvicoltura_Generale.indd 10 14/06/18 18:58 t s s s g tr c d s z g o u p in p la d s r T p la s fe c z e m Q n l r

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta