SEZIONE F

e ti e o ie di iia e o o. à, il e, a. e nti e i, a e ni lil ie e o r n n 5 aà e VIVAISTICA FORESTALE E RIMBOSCHIMENTI F 101 Possono essere collocate a dimora pioppelle con radici oppure pioppelle ridotte ad asta nuda (astoni). In questo ultimo caso è importante immergere in acqua, per almeno una settimana, la parte basale delle pioppelle. Una buona idratazione favorisce l emissione di nuove radici. Le buche, generalmente realizzate con trivelle, sono larghe 30-50 cm e profonde da 50 a 120 cm a seconda delle dimensioni del materiale impiegato. In suoli molto sabbiosi si possono realizzare buche larghe solo 10-15 cm, ma molto profonde (anche fino a 3 m), in modo da far sì che la parte basale dell astone sia a contatto con la falda. Principali moduli colturali: 1. impianti puri a densità definitiva per produrre tondelli da sfogliato. Densità ottimale: 200-280 piante ha21 con sesti in quadro o a settonce. La durata del ciclo colturale è di 8-12 anni. In impianti realizzati con pioppo bianco, per la produzione di legname da opera, si opta per densità di impianto maggiori (anche 400 piante ha21) e per cicli colturali di 20-30 anni; 2. impianti a cicli brevi per la produzione di biomasse per paste da carta, per pannelli o per energia. Impianti ad elevata densità da 1.100 a 10.000 piante ha21; 3. impianti in filari o piantagioni di ripa. Le piante vengono poste a 4-5 m di distanza e, nel caso di più file, occorrerà sfalsare le piante di file contigue. Concimazioni. Se gli impianti vengono realizzati in aree golenali, questi non necessitano di concimazioni grazie ai continui apporti di nutrienti per via naturale. Nei casi di scarsa fertilità, la scelta di una idonea concimazione richiede una preventiva analisi del suolo. A titolo indicativo si consiglia la somministrazione localizzata di ternari complessi (0,6 kg per pianta al primo anno, 1,2 al secondo e 1, 8 al terzo). In alternativa si possono interrare concimi fosfatici e potassici con le lavorazioni pre-impianto (150 kg ha21 di P2O5 e 100 kg ha21 di K2O) e successivamente somministrare azoto (0,5 kg per pianta di nitrato ammonico al 1° anno, 1 kg al secondo e 1,5 al terzo). Le concimazioni azotate devono essere effettuate entro il mese di maggio per non influenzare negativamente i processi di lignificazione. Irrigazione. Il metodo più diffuso è quello per scorrimento. In tal caso sono necessari quantitativi di acqua pari a 800-1.200 m3 ha21. Al fine di rendere più sostenibile la coltivazione del pioppo, la ricerca si è concentrata sulla selezione di cloni MSA (Maggiore Sostenibilità Ambientale), dotati di notevole resistenza alle principali fitopatie del genere Populus. L impiego di tali cloni permette una significativa riduzione dei trattamenti antiparassitari. Questi cloni derivano sia da prodotti di nuova realizzazione sia dalla selezione di vecchi cloni a seguito di procedure di rivalutazione. Si segnalano, tra quelli già iscritti nel Registro Nazionale dei Cloni Forestali, i seguenti cloni MSA: Brenta, Dvina, Eridano, Harvard, Koster, Lambro, Lena, Lux, Mella, Oglio, Onda, San Martino, Sile, Soligo, Stura, Taro e Villafranca. Potature. Si tratta di una operazione fondamentale per l ottenimento di fusti di buona qualità tecnologica da destinare alla sfogliatura. Le potature vengono effettuate a fine inverno e iniziano dopo la prima stagione vegetativa in campo e consistono nell eliminazione delle biforcazioni dell asse apicale, nonché dei rami assurgenti troppo vigorosi. Si eliminano pure i rami orizzontali più vigorosi della parte bassa della chioma. Al secondo anno si procede con criterio analogo. Dal terzo anno in poi si eliminano progressivamente le branche della parte più bassa della chioma fino a ottenere, al quinto anno, almeno 6 m di fusto privo di rami. F01_4_Rimboschimenti.indd 101 F 5/30/18 7:53 AM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta