5. Incendi boschivi

F 106 F.1 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE 5. Incendi boschivi Per incendio boschivo si intende un fuoco con suscettività a espandersi su aree boscate, cespugliate o arborate, comprese eventuali strutture e infrastrutture antropizzate poste all interno delle predette aree, oppure su terreni coltivati o incolti e pascoli limitrofi a dette aree (legge 20/11/2000, n. 353, art. 2). Fuoco: fenomeno fisico-chimico caratterizzato dall emissione di luce e calore. Il fuoco è un fenomeno circoscritto, controllabile nel tempo, nello spazio e nell intensità. Incendio: fuoco di dimensioni (estensione, quantità di combustibile interessato, capacità di diffusione) tali da renderlo pericoloso e di difficile estinzione. Fuoco prescritto: uso esperto del fuoco in aree strategiche definite dalla pianificazione, da parte di tecnici formati che seguono prescrizioni definite da un progetto, al fine di ridurre preventivamente il combustibile più infiammabile rendendo il bosco più resiliente e resistente a eventuali incendi. r 1 2 5.1 La combustione. La combustione è un processo e e ibil ust mb Co p z ent bur m Co di ossidazione rapida, che vede la combinazione di una sostanza con l ossigeno, in presenza di una certa energia di innesco. Essa viene comunemente rappresentata per mezzo di un triangolo, i cui lati sono costituiti dal combuCombustione stibile, dal comburente (O2) e dall energia termica necessaria all ignizione (Fig. 1.5). Il processo si interrompe nel momento in cui uno degli elementi si esaurisce. Energia termica 5.1.1 Le fasi della combustione. Negli incendi boFIG. 1.5 schivi il processo di combustione del materiale vegetale è caratterizzato da tre fasi: 1. preriscaldamento: il combustibile si riscalda e l acqua libera, presente al suo interno o sulla sua superficie, evapora; 2. fase gassosa: si verifica la scissione termica della sostanza combustibile; si manifesta con la distillazione di gas che, a contatto con l ossigeno, bruciano dando origine alla fiamma; 3. fase solida: al termine della distillazione dei gas il combustibile vegetale ha le caratteristiche del carbone, sulla cui superficie continuano a manifestarsi i processi di ossidazione. Dal punto di vista energetico la combustione si può dividere in due fasi: 1. fase endotermica: fase iniziale della combustione durante la quale è richiesta l immissione nel sistema di energia termica dall esterno per garantire la continuità delle reazioni; 2. fase esotermica: fase successiva in cui il processo, producendo grandi quantità di calore, si automantiene. 5 u c g 5.2 Il combustibile vegetale. Il combustibile coinvolto durante gli incendi boschivi è formato da materiale vegetale con specifiche caratteristiche chimiche e fisiche, le quali influiscono sul procedere della combustione e sulla quantità di combustibile che vi partecipa. Le caratteristiche chimiche del combustibile vegetale sono assai omogenee. In generale esso è formato da acqua, cellulosa e lignina, che costituiscono la quasi totalità del materiale vegetale, nonché da sali minerali, oli essenziali e sostanze aromatiche, presenti in vario modo nelle diverse specie. F01_5_Incendi_Boschivi.indd 106 5/30/18 7:56 AM s

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta