5.5.1 Le fasi della lotta attiva

INCENDI BOSCHIVI F 109 e, o realizzazione di infrastrutture utili per la sorveglianza (punti di avvistamento) o in e 5.5.1 Le fasi della lotta attiva. La lotta attiva si articola in tre fasi principali: avvistamento: insieme di attività finalizzate all individuazione dei focolai, alla loro localizzazione e segnalazione al servizio di estinzione; arresto: comprende le attività necessarie a controllare ed estinguere il fronte di fuoco; bonifica: è l insieme di attività svolte al fine di ridurre il rischio di eventuali riprese dell incendio. 5.5.2 Tecniche di attacco. L estinzione degli incendi si attua interrompendo uno dei lati del triangolo del fuoco, cioè eliminando il combustibile davanti alle fiamme che avanzano, oppure sottraendo energia al sistema (al solito sfruttando il potere raffreddante dell acqua che evapora) o impedendo all ossigeno di entrare in contatto con il combustibile (azione di soffocamento). Nel primo caso si parla di attacco indiretto e negli altri due di attacco diretto. L attacco indiretto si esegue attraverso l eliminazione del materiale vegetale davanti al fronte di fuoco o tramite la riduzione della sua infiammabilità, mentre l attacco diretto prevede un azione diretta sulla fiamma per mezzo di attrezzi manuali, attrezzi motorizzati o estinguenti erogati da autoveicoli attrezzati o da mezzi aerei. Con questa tecnica di attacco si agisce sulla fiamma svolgendo azioni di raffreddamento e/o soffocamento. 5.5.3 Attrezzature e mezzi antincendio. Nell attività di estinzione degli incendi boschivi vengono utilizzati attrezzi manuali, attrezzi a motore, autoveicoli allestiti e aeromobili. Tra gli attrezzi manuali, oltre agli strumenti da taglio e da scavo (accetta, roncola, badile, ecc.), sono compresi il flabello e il rastro. Il flabello è formato da una decina di fasce di tessuto autoestinguente, immanicate, che battute sulla fiamma esercitano un azione di soffocamento. Il rastro è un attrezzo simile al rastrello, ma dotato di denti taglienti di forma trapezoidale e seghettati sui due bordi laterali obliqui; viene utilizzato per realizzare fasce libere da combustibile, smuovendo la lettiera, asportando il cotico erboso e tagliando la vegetazione arbustiva di piccolo diametro. Tra gli attrezzi a motore si ricordano il soffiatore e l atomizzatore. Il primo genera un forte flusso d aria all estremità di un tubo; viene utilizzato sia per realizzare fasce libere da combustibile, liberandole dalla lettiera, in assenza o con scarse erbe o arbusti radicati, sia per raffreddare il combustibile e respingere le fiamme e il calore verso la zona già bruciata. L atomizzatore è un soffiatore dotato di un serbatoio contenente del liquido estinguente che viene nebulizzato nel getto d aria per aumentare la sua azione estinguente. Gli automezzi antincendio sono veicoli fuoristrada o autocarri equipaggiati con attrezzature idonee al trasporto e all aspersione dell estinguente. La capacità estinguente dei serbatoi di questi veicoli varia da 400 l, per fuoristrada con peso massimo totale a terra (PTT) inferiore a 2,5 t, a oltre 3.000 l nel caso di autocarri con PTT maggiore di 6 t. Gli aeromobili che trovano impiego nella prevenzione e lotta agli incendi boschivi sono sia aerei sia elicotteri. Alcuni modelli vengono impiegati per il lancio di estinguenti sul fronte di fuoco, altri per attività di avvistamento e ricognizione. Gli elicotteri sono utilizzati anche per il trasporto di materiali e personale nelle aree prossime al fronte di fuoco. i- o ua o m- ul di el hi li n- a, ti r- po- fase di lotta attiva (cesse parafuoco, viabilità, punti di rifornimento idrico); pianificazione. F01_5_Incendi_Boschivi.indd 109 F 5/30/18 7:56 AM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta