SEZIONE F

edi e aci o a o o oe e mo a % di a, aa ri e. 2 , s- n- e n ea; o a tni GOVERNO E TRATTAMENTO DEI BOSCHI F 11 taglio a scelta colturale. una forma di trattamento che si applica nelle fustaie disetanee e mira ad abbattere con lo stesso intervento alberi di dimensioni diverse per i seguenti scopi: aiuto, mediante l allontanamento dei concorrenti, agli individui migliori come portamento e accrescimento; mantenimento della struttura spaziale e della composizione desiderate; aiuto al novellame aduggiato da alberi adulti; prelievo di alberi considerati maturi in base a una stima delle condizioni biologiche (calo dell accrescimento longitudinale e diametrale) e in relazione alla possibilità di procedere facilmente a taglio, esbosco e segagione dei tronchi ricavati e commercializzazione del tavolame ottenuto; allontanamento di alberi attaccati da parassiti o gravemente danneggiati da meteore. Questo tipo di taglio interessa quindi alberi di dimensioni (diametro e altezza) diverse. Talvolta il taglio viene condotto per ragioni economiche in forma più sommaria (taglio saltuario) e interessa singoli alberi maturi o al massimo piccoli gruppi di 2-4 alberi, trascurando quelli di dimensioni minori. Si parla di taglio a scelta commerciale , allorché l attenzione per la rinnovazione è del tutto assente. Non vi sono criteri precisi per definire le dimensioni degli alberi maturi, ma considerazioni di ordine biologico (stato sanitario, longevità), incrementale (accrescimento annuale), tecnico (facilità di lavorazione in bosco, costo dei trasporti, attrezzature per la segazione), portano a definire generalmente un limite massimo di 60-70 cm di diametro. Il taglio a scelta colturale consiste in interventi (tagli di curazione) che si ripetono ogni 10-15 anni (periodo di curazione) e asportano, in boschi che hanno raggiunto un equilibrio di struttura e accrescimento, circa il 20% della massa legnosa presente; prelievi minori vengono effettuati in boschi depauperati. Con questo tipo di taglio, che si presta solo per specie sciafile o a temperamento intermedio, si assicura una presenza continua della copertura del bosco e quindi una protezione del suolo e un clima interno costanti; la rinnovazione è continua nel tempo, la massa legnosa prodotta è costituita in prevalenza da alberi di dimensioni medio-grandi, con fusto più rastremato e più ramoso che nei boschi trattati a taglio raso o a tagli successivi. La scelta delle piante da abbattere e l esecuzione del taglio di utilizzazione richiedono personale particolarmente attento e preparato. Tagli intercalari. La concorrenza e l azione di organismi patogeni e i danni meccanici provocati da animali o da meteore di varia natura durante la vita del bosco, provocano la morte di un numero elevatissimo di piante. L intensità della riduzione varia con la specie legnosa (maggiore nelle specie eliofile), la stazione (maggiore nelle stazioni più fertili), l età (più forte nei soprassuoli giovani). Allo scopo di regolare il processo, per quanto riguarda la concorrenza, nei boschi coetanei (nei boschi disetanei i tagli intercalari si eseguono durante il taglio di curazione) si applicano i tagli intercalari, con i quali vengono favoriti i migliori soggetti, eliminando gli alberi che su essi esercitano una forte concorrenza, quelli qualitativamente scadenti o, nei boschi misti, quelli appartenenti alla specie meno desiderata. Questo comporta vantaggi colturali e produttivi quali l aumento della stabilità meccanica, il controllo della composizione specifica, il miglioramento della qualità del legno, l aumento del diametro medio del soprassuolo e, in alcuni casi, l ottenimento di un reddito prima del taglio di maturità. I diradamenti vanno eseguiti quando il contatto tra F01_1_Selvicoltura_Generale.indd 11 F 14/06/18 18:58

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta