SEZIONE F

li iali e a e o, o o), il o o esi à odi o e si e a do, o a o. e nat ti oa a, di i- RAPPORTI TRA L AMBIENTE FORESTALE E LA FAUNA SELVATICA F 111 Per quanto riguarda i trattamenti selvicolturali, è preferibile convertire il ceduo semplice in ceduo matricinato o, ancora meglio, in ceduo composto per aumentare la proporzione di piante che raggiungono l età di fruttificazione. Per esempio, ghiande, castagne e faggiole, nel periodo autunnale, rappresentano una grande risorsa alimentare per moltissime popolazioni di Uccelli e di Mammiferi. Quindi, durante le operazioni di taglio dei cedui, è importante rilasciare alberi e arbusti di specie spontanee tipiche della zona, provviste di frutti eduli, come il sorbo degli uccellatori, il ciliegio, il pero e il melo selvatico, il noce, il prugnolo, il sanguinello, il sambuco nero e rosso, la rosa selvatica, il biancospino, il rovo, ecc. Tali misure sono peraltro previste dai regolamenti forestali regionali con lo scopo di incrementare le risorse trofiche disponibili sia per gli Ungulati che per l avifauna migratoria e svernante. Nei boschi di latifoglie, risulta inoltre utile conservare specie sempreverdi del sottobosco o rampicanti come l agrifoglio, il ligustro e l edera, che garantiscono una insostituibile risorsa nel periodo invernale. Per le fustaie sarebbe opportuno privilegiare il taglio saltuario così da aumentare la diversità specifica e disetaneizzare il bosco con conseguente affermazione di rinnovazione naturale eterogenea e ben distribuita nello spazio. Il taglio raso, anche se crea una situazione temporanea di sviluppo dello strato erbaceo e arbustivo, comporta spesso una forte concentrazione degli animali nel luogo del taglio con frequenti danni da sovrapascolamento sia sulla vegetazione naturale sia sulla eventuale rinnovazione artificiale. Per questo motivo è preferibile eseguire un maggior numero di tagli, a buche o a strisce, su piccole superfici (da 0,1 a 1 ha) in modo da distribuire le radure su gran parte dell area interessata dalle operazioni. Ogni formazione forestale raggiunge il culmine dell offerta alimentare in momenti diversi dell anno. Per esempio, nei castagneti e nelle fustaie di querce o di faggio, il massimo della disponibilità alimentare si ha in autunno, periodo nel quale è al contrario di scarsa entità nei cedui, nelle abetine, nelle pinete, ecc. Alternando nello spazio varie tipologie di soprassuolo, si può rendere più omogenea l offerta del pascolo nei diversi periodi dell anno, consentendo la sopravvivenza di un maggiore numero di pascolatori e quindi di predatori: si aumenta così la biodiversità della zona assestata (Casanova et al., 2000). Esistono anche altri tipi di intervento che, nel rispetto delle esigenze forestali, sono in grado di favorire l ecologia della fauna selvatica; tra questi ricordiamo brevemente: il rilascio della frasca in bosco dopo le tagliate e possibilmente affastellata (nei limiti delle misure di prevenzione per gli incendi boschivi), che può rappresentare un ottima riserva di cibo nei periodi più critici dell inverno in cui è stata eseguita l utilizzazione; in caso di ripulitura del bosco, comunque da eseguire soltanto quando la vegetazione erbacea e arbustiva determina un eccessivo ombreggiamento del suolo, lasciare in luogo le specie maggiormente appetite dai selvatici; l apertura di cesse parafuoco la cui realizzazione, oltre alla ordinaria funzione antincendio, può garantire una notevole quantità di materiale vegetale erbaceo adatto al pascolo degli ungulati in primavera; F01_6_Rapporti_Ambiente.indd 111 F 5/30/18 7:57 AM

SEZIONE F
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SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta