6.2 Capacità portante e piani di assestamento faunistico

F 112 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE la limitazione, nei limiti del possibile, della realizzazione di strade forestali che, sep- pur necessarie per agevolare le operazioni di taglio e di esbosco, possono frazionare i territori delle popolazioni o dei gruppi familiari; le strade non costituiscono barriere fisiche al movimento degli ungulati, ma spesso vengono interpretate come confini territoriali insormontabili (soprattutto per il Capriolo); il taglio della vegetazione arborea lungo le strade forestali, anche solo per la larghezza di pochi metri, allo scopo di creare piccole, ma importanti strisce di pascolo erbaceo e arbustivo. 6.2 Capacità portante e piani di assestamento faunistico. I grossi erbivori, per la generale rarefazione dei loro predatori naturali, possono agire senza fattori limitanti o degrado del patrimonio forestale e un decadimento delle stesse popolazioni di selvatici può avvenire se vengono a diminuire progressivamente le risorse vitali disponibili (spazio e cibo). Il piano di assestamento faunistico rappresenta un modello orientativo con il quale programmare nel tempo la densità, la struttura e la dinamica di una o più popolazioni animali selvatiche presenti su una determinata superficie, in base all offerta alimentare degli ecosistemi e in rapporto alla competizione interspecifica e intraspecifica esistente. Esso può essere schematizzato nel modo seguente. 1. Delimitazione dell area da considerare, in riferimento alle popolazioni selvatiche studiate. 2. Indagine storica sull evoluzione dell ambiente e delle relative popolazioni animali. 3. Rilievi sulle associazioni vegetali per stimare la disponibilità alimentare nelle varie stagioni. 4. Censimento o stima delle popolazioni animali e dei loro eventuali predatori. 5. Redazione del piano di assestamento e calcolo della densità ottimale di ogni singola popolazione in rapporto al territorio considerato. 6. Piano di prelievo o abbattimento con il quale viene determinata la quota dei soggetti da catturare o abbattere, così da mantenere costante nel tempo il carico delle popolazioni assestate sul territorio. La stima delle risorse alimentari è un operazione che consente di definire la disponibilità alimentare per i selvatici del secondo livello trofico (pascolatori), senza che l eccessiva densità di questi ultimi possa determinare il degrado dell ecosistema. L offerta del pascolo disponibile per i Cervidi, o per altri Ungulati, viene valutata con il metodo del raccolto (Odum, 1971) che consente di rilevare, anche se con molta approssimazione, la quota di Produzione Primaria Netta (PPN) utilizzabile dai selvatici. Il metodo consiste nell asportare e quantificare tutto il possibile nutrimento per i pascolatori presenti su determinate aree di saggio. Non tutta la PPN può essere consumata dagli erbivori, in quanto una notevole parte di essa deve essere trasformata in humus dalle catene trofiche dei decompositori, in modo da fornire alla copertura vegetale gli elementi nutritivi per mantenere la propria vitalità e per consentire l evoluzione nel tempo dell ecosistema stesso. Pertanto, la quota pascolabile è rappresentata da una percentuale, più o meno piccola, che varia con l ecosistema considerato. Per esempio, in una foresta di latifoglie decidue in zone temperate, solo il 10% della PPN potrà essere devoluta ai pascolatori (Odum, op. cit., 1971). La conoscenza del consumo giornaliero medio pro capite per F01_6_Rapporti_Ambiente.indd 112 5/30/18 7:57 AM s s tu p s ( m d d 1 2 3 4 n è s 1 d z c a s tà A p la l C e p a ( U d li n d d a

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta