6.3 Tipologia, effetti e prevenzione dei danni

F 114 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE alla vegetazione forestale. Per una corretta gestione delle popolazioni di Cinghiale sarebbero opportuni abbattimenti selettivi con prelievo del 75-80% sui soggetti giovani e del 20-25% su quelli adulti per limitare il potenziale riproduttivo della specie. Gli scopi fondamentali del piano di abbattimento sono mantenere costante N e i rapporti fra le varie classi di età e di sesso decisi con il piano di assestamento, così da non alterare la dinamica della popolazione stessa. Inoltre, si opera un innalzamento degli standard fenotipici e della fitness di popolazione, attraverso l abbattimento di soggetti malformati o scarsamente sviluppati, con disturbi del comportamento (aggressività, ecc.) o colpiti da malattie virulente che possono causare epidemie. Occorre sempre avere presente che il piano di assestamento e quello di prelievo sono soltanto modelli di previsione della consistenza numerica e della struttura di una popolazione e che quindi sono necessarie continue verifiche basate sulla valutazione morfologica dei capi abbattuti e sul controllo del rapporto fauna-foresta. Problemi di sovraccarico da Ungulati si stanno verificando soprattutto nelle foreste demaniali e nei Parchi Nazionali e Regionali (Stelvio, Foreste Casentinesi, Tenute Presidenziali di S. Rossore e Castel Porziano, ecc.). Infatti, in base alla legge 6/12/1991, n. 394, legge quadro sulle aree protette, non è possibile intervenire sulle popolazioni selvatiche nei territori di parchi e riserve naturali, se non attraverso catture o, in casi eccezionali, abbattimenti da parte del personale dell Ente Parco. Tali prelievi in pratica, però, non vengono quasi mai eseguiti. In queste zone, la forte concentrazione di animali a causa dei pochi fattori limitanti, potenziata dall azione di rifugio dalle circostanti aree di caccia, genera effetti negativi sia sull ambiente forestale sia sulle popolazioni stesse che spesso appaiono in condizioni molto critiche. 6.3 Tipologia, effetti e prevenzione dei danni. Abbiamo precedentemente rilevato come sia indispensabile conoscere la densità degli Ungulati selvatici per valutarne l incidenza sulla rinnovazione naturale, le specie forestali più appetite e quindi danneggiate, le popolazioni animali responsabili dei danni. Anche i danni prodotti dai Cervidi e dai Bovidi sono quasi sempre di natura alimentare e comportamentale e possono essere raggruppati in tre tipi fondamentali. 1. Danni da morso (brucatura): si verificano quando l animale si nutre di gemme o getti. Il morso a carico di piccoli alberi può ritardare lo sviluppo in altezza, mentre quello a carico dei semenzali riduce la rinnovazione naturale. 2. Danni da scortecciamento: sono causati in prevalenza dal Cervo e dal Daino e insorgono quando viene rimossa la corteccia degli alberi a scopo alimentare, specie nei periodi invernali, per compensare una dieta povera di sali minerali. Le ferite prodotte favoriscono la penetrazione di agenti patogeni con conseguente perdita di valore del legno e riduzione della stabilità della pianta. 3. Danni da sfregamento: sono dovute ai maschi dei Cervidi che ogni anno rimuovono il velluto dai palchi appena formati. Lo sfregamento serve anche per delimitare il territorio, per cui vengono utilizzati piccoli alberi, indipendentemente dalla specie. In generale, si può dire che le latifoglie rappresentano una componente fondamentale nella dieta degli Ungulati e mostrano una maggiore sensibilità rispetto alle conifere al morso dei selvatici. F01_6_Rapporti_Ambiente.indd 114 5/30/18 7:57 AM a c d in A s e r v d d p e p p ti r d p r p d

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta