SEZIONE F

ae pn li ti à, o a e e i- è ae e a mo ee g- e o e nei e el oe e- e al RAPPORTI TRA L AMBIENTE FORESTALE E LA FAUNA SELVATICA F 115 Inoltre, le piantine provenienti dai vivai risultano maggiormente appetite per la più alta concentrazione di elementi nutritivi e di acqua. Un ultimo aspetto riguarda il rapporto tra l incidenza del morso e il trattamento selvicolturale. In presenza di tagli strutturati di forma irregolare, la percentuale di morso (n° di piante colpite sul totale) oscilla tra il 14 e il 16%. Detta percentuale raggiunge valori intorno al 20% nelle tagliate a raso o in quelle a buche di grandi dimensioni (Provincia Autonoma di Bolzano, 1997). In queste aree infatti la quantità di cibo disponibile per i selvatici aumenta velocemente grazie al rapido sviluppo di rovi, cespugli, graminacee ed erbe varie. Da ciò deriva una maggiore frequenza di Ungulati, con incremento del morso sulla rinnovazione. Per accertare in modo obiettivo la reale esistenza del rapporto fauna-danno, sono da valutare alcuni importanti elementi (Reimoser e Gossow, 1996). Non sempre è necessario adoperarsi per salvaguardare la rinnovazione naturale. Per esempio, in un area protetta ciò non diventa indispensabile perché, prescindendo dall azione dei selvatici, la rinnovazione verrebbe a cessare quando l area ha raggiunto la massima produttività. In questo caso la brucatura non può essere considerata un danno, ma deve essere annoverata nella mortalità compensatrice . Solo in seguito, quando l area avrà di nuovo bisogno della rinnovazione, il medesimo impatto della brucatura potrà essere considerato un danno. Gli obiettivi che si intendono raggiungere con la pianificazione forestale. Non si può parlare di danno se, dopo la brucatura, è rimasto intatto un numero di alberi sufficiente a raggiungere gli obiettivi previsti. La reazione degli alberi alla brucatura, i cui effetti variano in funzione della specie, delle condizioni ambientali, del periodo e dell intensità. Accertare se il danno sia stato effettivamente prodotto dagli Ungulati oppure sia opera del bestiame domestico o dello stesso uomo. Il sistema più efficace per proteggere la rinnovazione o gli impianti di arboricoltura da legno prevede la recinzione dell area considerata con rete metallica alta non meno di 1,5 m. L applicazione di tali recinzioni, intorno alle tagliate nei comprensori forestali, appare però scarsamente praticabile e di non facile attuazione, soprattutto per gli elevati costi e l onerosità delle operazioni. Tale metodo è invece opportuno e necessario negli impianti di arboricoltura da legno, dove si devono proteggere specie arboree di elevato pregio. La recinzione elettrica e i repellenti sono sistemi più idonei dove la densità dei selvatici è bassa e la durata della protezione è limitata nel tempo. L applicazione degli shelter alla base delle giovani piantine non consente di conseguire buoni risultati in quanto, una volta che gli apici vegetativi apicali e laterali escono dalla protezione, questi possono essere facilmente raggiunti dai selvatici e, in modo particolare, dal Cervo che giunge a brucare gli apici fino a 2,5 m di altezza. Tuttavia una risposta concreta ai suddetti problemi può essere affidata solo alla corretta gestione forestale e faunistica per raggiungere il miglior equilibrio possibile tra pascolatori e vegetazione, così da consentire una minore incidenza dei danni a carico della rinnovazione. F01_6_Rapporti_Ambiente.indd 115 F 5/30/18 7:57 AM

SEZIONE F
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SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta