SEZIONE F

F 12 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE le chiome degli alberi rivela che la competizione per lo spazio è molto forte. Durante la prima fase di vita (novelleto, spessina) è possibile eliminare la vegetazione arbustiva con le ripuliture e quindi ridurre la densità e regolare le mescolanze mediante gli sfolli. Dallo stadio di perticaia in poi si applicano i diradamenti, che si ripetono, in linea teorica, a intervalli di 10-15 anni, ma nella pratica solo due o tre volte durante il ciclo di coltivazione, e per i quali si adottano, in relazione agli obiettivi colturali e ai vincoli economici, criteri diversi di seguito definiti. criteri sociali (riferimento alla classificazione di Kraft): diradamento dal basso: taglio di alberi delle classi 5, 4 e parte della classe 2. Gli individui che cadono al taglio sono in genere quelli malati o difettosi; diradamento dall alto: taglio degli alberi delle classi 5 e di parte di quelli delle classi 1 e 2. Gli individui che cadono al taglio sono quelli che ostacolano la crescita degli alberi che dovranno raggiungere la maturità. Il diradamento dal basso esercita una modesta influenza sulla concorrenza, soprattutto per quanto riguarda l illuminazione delle chiome; esso può essere utile per ridurre il rischio d incendio. criteri selettivi: con il diradamento selettivo si procede inizialmente attraverso l individuazione degli alberi con caratteristiche positive di stabilità meccanica, stato sanitario, qualità del fusto e accrescimento (alberi candidati ), regolarmente distribuiti nel soprassuolo. A questa operazione, compiuta entro cellule di diradamento, ossia gruppi di piante che si trovano a stretto contatto di chioma, segue l individuazione dei migliori tra i candidati (alberi scelti ) e quindi degli alberi che ostacolano lo sviluppo armonico della chioma degli alberi scelti. In questo modo si assicura anche una certa illuminazione agli alberi presenti nei piani intermedi e inferiori che svolgono una utile funzione di protezione del tronco degli alberi scelti e di ombreggiamento del suolo. Questa sequenza di operazioni di scelta si ripete per ogni diradamento, con una progressiva riduzione del numero di alberi scelti. criteri geometrici (detti anche meccanici o schematici): allorché si adotta il diradamento geometrico, in una delle sue diverse forme, la scelta delle piante da abbattere viene fatta in base a uno schema spaziale prestabilito, in genere lungo allineamenti equidistanti. Questo criterio elimina i costi della martellata e facilita l impiego di mezzi meccanici (trattori, gru a cavo, harvester). Esso è in genere combinato a uno dei due criteri sopra ricordati, che viene applicato nello spazio compreso tra due allineamenti (10-30 m), dove gli alberi da abbattere possono essere in parte raggiunti dal braccio dell harvester. Tuttavia, l impiego di questa macchina operatrice comporta, in genere, un aumento dei danni agli alberi destinati a rimanere. La riduzione numerica deve essere realizzata nella prima parte del ciclo produttivo, ossia fino al momento in cui le piante hanno raggiunto i due terzi dell altezza di maturità; mentre nella seconda fase lo sviluppo delle chiome liberate dalla concorrenza assicura un forte accrescimento in diametro. I diradamenti, preziosi per assicurare una maggiore stabilità al popolamento e una migliore produzione legnosa a fine ciclo, sono generalmente operazioni passive o scarsamente redditizie. Il lavoro di diradamento, svolto con criteri tradizionali, consente di utilizzare 4-8 m3 (senza scortecciatura) al giorno per operaio. Per questa ragione si tende oggi a concentrare la cura su pochi alberi d avvenire destinati a costituire il soprassuolo finale, in numero di 120-180 ha21 (querce), 250-350 ha21 (abete rosso e bianco), che si F01_1_Selvicoltura_Generale.indd 12 14/06/18 18:58 in d c o S c u lo s c s P p tr ti v p p

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta