7.4.4 Rilevamenti relascopici

F 122 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE 15 20 25 30 15 20 25 30 15 20 25 30 Banda del 2 15 20 25 30 Banda dell 1 20 25 30 Definita la curva ipsometrica del soprassuolo, l altezza media rappresenta l altezza corrispondente al diametro medio del soprassuolo stesso (cfr. par. 4.1), mentre l altezza dominante rappresenta, in soprassuoli coetanei, l altezza corrispondente al diametro medio degli alberi dominanti (5 altezza media dei 100 alberi di maggior diametro a ettaro nel soprassuolo). La statura, parametro di riferimento per la valutazione della fertilità in soprassuoli disetanei, è pari alla media delle altezze dei 3-4 fusti più alti a ettaro. 7.4.4 Rilevamenti relascopici. Il relascopio di Bitterlich è uno strumento che consente, in modo semplice e rapido, la stima campionaria di varie grandezze dendrometriche, tra cui l area basimetrica e il numero di alberi a ettaro in corrispondenza di un dato punto di sondaggio. Scelto il fattore di numeraBanda del 4 zione F, al quale nello strumento corrisponde una spe4 5 6 2 1 cifica banda di numerazione 4 5 3 (nella gran parte dei casi, si 4 3 consiglia l uso della banda 3 2 2 1 1 12 2 corrispondente a un fattore di 1 1 1 numerazione pari a 2), facendo 0 1 perno nel punto di sondaggio e 0 0 2 avendo liberato il pendolo del1 1 1 lo strumento, si esegue un giro 2 22 2 2 2 1 di 360° intorno al proprio asse, 3 3 osservando uno dopo l altro 4 3 4 5 tutti i fusti arborei che vengono a figurare sul campo visivo 5 6 del relascopio e contando tut6 7 ti i fusti la cui sezione a petto d uomo appare più larga della banda di numerazione prescel- FIG. 1.10 Bande di numerazione osservabili nel semicerchio inferiore del campo visivo ta (i fusti le cui sezioni appaio- del relascopio. no di larghezza uguale alla banda vengono contati per metà). Questa operazione è detta in gergo prova di numerazione angolare (Fig. 1.10). Posto pari a n F il numero di fusti contati, l area basimetrica del soprassuolo Gha (in m2 ha21), in corrispondenza del punto di sondaggio, è uguale a: Gha 5 FnF Se dei fusti contati viene misurato anche il diametro a petto d uomo e ne viene determinata la corrispondente area basimetrica individuale gi (in m2), il numero di fusti a ettaro in corrispondenza del punto di sondaggio può essere virtualmente stimato pari a: Nha 5 F a NF 1 i51 g 7 li N fo to ti s la d c z il o m c a d 7 s z le i Stimati Gha e Nha, è direttamente quantificabile anche il diametro medio dei fusti arborei in corrispondenza del punto di sondaggio. Il relascopio può anche essere impiegato come ipsometro e può inoltre consentire la stima del volume cormometrico di singoli fusti arborei in piedi. F01_7_Dendometria.indd 122 to fu q a la ip d in d m la ( d d c 5/30/18 7:59 AM m m te d

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta