SEZIONE F

F 124 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE Si hanno: tavole stereometriche a due entrate, che riportano il valore medio atteso ( v^ ) della massa legnosa di un albero in funzione del diametro a petto d uomo (d ) e dell altezza totale del fusto (h). tavole stereometriche a una entrata, che riportano il valore medio atteso della massa legnosa di un albero in funzione del diametro a petto d uomo del fusto; sistemi di tariffe, che sono insiemi di tavole a una entrata, differenziate in funzione delle caratteristiche ipsometriche del soprassuolo forestale da cubare. Le tavole, soprattutto quelle più recenti, sono spesso espresse matematicamente in forma di equazioni, rispettivamente a due entrate v^ 5 f 1 d,h 2 o a una entrata v^ 5 f 1 d 2 . Di seguito, il termine tavola stereometrica si intende sinonimo del termine equazione stereometrica . Una raccolta completa delle tavole stereometriche di cubatura in Italia è reperibile sul sito http://www.ricercaforestale.it/dati.htm. Scelta la tavola stereometrica più idonea per la cubatura del soprassuolo considerato, il volume legnoso (V, in m3) del soprassuolo è dato da: V 5 a Njv^j j51 M dove: M 5 numero di classi diametriche nel soprassuolo; Nj 5 numero di alberi cavallettati appartenenti alla j-esima classe diametrica; v^j 5 valore medio atteso (dato dalla tavola, in m3) della massa legnosa di un albero della j-esima classe diametrica. La cubatura di un soprassuolo con tavole a due entrate richiede il cavallettamento del soprassuolo e la misura di un sufficiente numero di altezze dendrometriche per la costruzione della curva ipsometrica. Questo tipo di tavole può essere di tipo locale o generale. Come tavole a due entrate generali, valide per l Italia, si può fare riferimento a quelle dell Inventario Forestale Nazionale, reperibili sul sito http://www.ricercaforestale.it/dati.htm. L applicazione delle tavole a una entrata richiede unicamente il cavallettamento del soprassuolo considerato. Le tavole a una entrata sono sempre locali. Queste tavole possono dare, per compensazione tra le molte fonti di incertezza estimativa, un valore attendibile della massa legnosa complessiva di un intera foresta. La massa di singole particelle forestali o, a maggior ragione, quella di singole aree di saggio risulta invece stimata spesso con scarsa accuratezza, soprattutto nel caso di soprassuoli coetanei. Rispetto alle tavole a due entrate, alla minore accuratezza nella cubatura di un dato soprassuolo, in una data occasione, si contrappongono maggiore semplicità e minore onerosità di applicazione e soprattutto maggiore affidabilità dei risultati estimativi, soprattutto nel caso di boschi disetanei, nell ottica di cubature ripetute in occasioni successive ai fini del monitoraggio delle variazioni di massa legnosa nel tempo (aspetto di preminente importanza in ambito assestamentale). Per rimediare ai problemi di accuratezza delle tavole a una entrata, si può ricorrere alle tariffe, cioè a sistemi di tavole a una entrata differenziate in funzione di caratteristiche ipsometriche rapidamente accertabili del soprassuolo da cubare. La scelta della tariffa da applicare in un dato soprassuolo avviene in genere in base alla stima dell altezza media di un prefissato numero di alberi di diametro pari o prossimo a quello medio (come per i sistemi di tariffe delle fustaie di Trentino, Lombardia e Valle d Aosta) oppure rilevando l intera curva ipsometrica e scegliendo la tariffa il cui andamento ipsodiametrico tabulato coincida maggiormente con quello rilevato (come per i sistemi di tariffe delle fustaie del Veneto). F01_7_Dendometria.indd 124 5/30/18 7:59 AM 7 r d m p ta le d a ti m d 7 d d In ta m d p u d ( 1 2 3 a s o d g m d m A la

SEZIONE F
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SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta