7.5.4 Cubatura nel caso di rilevamenti relascopici

F 126 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE 7.5.4 Cubatura nel caso di rilevamenti relascopici. Per procedere alla stima delle masse legnose mediante relascopio, è possibile adottare una delle seguenti procedure: impiego di tavole di cubatura di popolamento, se disponibili; impiego semplificato di tavole stereometriche a due entrate: si procede alla determinazione relascopica di Gha (in m2/ha), del diametro medio (dg, in m) e dell altezza media (hm, in m) del soprassuolo (cfr. par. 4.4) e si moltiplica poi Gha per hm e per il coefficiente di riduzione ordinario dedotto dalla tavola stereometrica in corrispondenza di dg e hm; campionamento a due fasi per rapporto: nell ambito del soprassuolo, viene selezionato un campione (detto campione principale) di punti di sondaggio su ciascuno dei quali, tramite relascopio, viene determinata Gha; su un sottocampione di tali punti si procede alla realizzazione di aree di saggio cavallettate e a un accurata cubatura con tavole stereometriche; il volume medio (in m3/ha) per l intero soprassuolo sarà quindi pari a: a u51Vhau 7 n m a a le c d d m d nsc a u51Ghau 3 21 dove: Vhau 5 volume (in m ha ) cubato con tavole stereometriche previo cavallettamento nell u-esima area di saggio del sottocampione; Ghau 5 area basimetrica (in m2 ha21) misurata con relascopio in corrispondenza dell u-esima area di saggio del sottocampione; nsc 5 numerosità del sottocampione; Gha 5 media dell area basimetrica (in m2 ha21) misurata con relascopio sul campione principale. Vha 5 RGha , con R 5 nsc 7.6 Cubatura di soprassuoli forestali: metodi sintetici 7.6.1 Cubatura a vista. Questo procedimento consiste in: 1. valutazione soggettiva delle caratteristiche dendrometriche del soprassuolo; 2. confronto delle caratteristiche osservate con quelle di altri casi noti all operatore (soprassuoli misurati con accuratezza in condizioni ambientali, vegetazionali, strutturali e colturali analoghe); 3. identificazione con il/i caso/i memorizzato/i di maggiore similitudine globale. La prima fase può essere condotta per percorrenza o per osservazione a distanza del soprassuolo. La seconda fase si realizza sulla base di valori unitari di massa (m3/ha oppure t/ha), che vengono a costituire, almeno dal punto di vista operativo, il momento centrale del processo estimativo. La stima a vista è un procedimento di non facile esecuzione: scostamenti del 25-30% rispetto ai valori veri sono abbastanza consueti, talora anche per operatori addestrati. Nel caso di rilevatori non sufficientemente esperti, si ha la frequente tendenza a sottostimare la massa legnosa nei soprassuoli con alberi di grandi dimensioni e a sovrastimarla in quelli con alberi di piccole dimensioni. La difficoltà di stima cresce all aumentare del grado di eterogeneità dell insieme arboreo da cubare: in caso di elevata eterogeneità è opportuno stimare l insieme per parti, cioè attraverso una preventiva stratificazione mentale, procedendo successivamente al calcolo della media ponderata dei singoli valori unitari di massa stimati, da eseguirsi in base alle rispettive aliquote di superficie per strato, anch esse stimate sinteticamente. F01_7_Dendometria.indd 126 5/30/18 7:59 AM te L s e s ta im p 7 a p 1 2 3 d p id r m p p r

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta