SEZIONE F

e a a o li li sli te iael pi ri o odi ne e ti zi e ti o e, o, aa iadi e o si GOVERNO E TRATTAMENTO DEI BOSCHI F 13 individuano nello stadio di perticaia e su di essi si interviene con criteri analoghi a quelli del diradamento selettivo, mentre al resto del soprassuolo non si presta alcuna cura. Di conseguenza, se durante il ciclo produttivo un albero d avvenire muore, il suo spazio sarà occupato da alberi che non hanno tratto vantaggio dalle cure colturali. Selvicoltura naturalistica. Per il trattamento delle fustaie vengono sempre più presi in considerazione i criteri della selvicoltura naturalistica, espressione con cui si definisce un modo di applicare i vari tipi di trattamento per ottenere un determinato obiettivo locale di composizione, struttura, stabilità e rendimento, appropriato alle condizioni stazionali e ai caratteri del soprassuolo. Non si tratta di un nuovo metodo di trattamento contrapposto ai metodi consuetudinari, ma di un diverso approccio alla gestione dei boschi che fa uso delle forme classiche di trattamento in modo non schematico o univoco. Obiettivi e modalità operative possono essere indicati nel modo seguente. Mantenimento della copertura del suolo mediante tagli di vario tipo scelti in relazione alle condizioni di stazione, alla struttura del soprassuolo, alla massa legnosa presente e alle esigenze del proprietario del bosco e della società. Gli interventi (tagli colturali) combinano sulla stessa superficie i tagli di sfollo, i diradamenti e i tagli di maturità (il concetto di turno perde significato), e anche, ove risulti conveniente, le potature. Il taglio raso è escluso, salvo casi particolari (problemi fitosanitari, mantenimento di specie eliofile). Cure selvicolturali per gli individui che possiedono le migliori caratteristiche, in modo da ottimizzare le potenzialità individuali di crescita e di qualità del fusto (accrescimento più regolare e uniforme dei fusti), anche attraverso la conservazione di condizioni di microclima e di suolo favorevoli allo svolgersi dei processi funzionali fondamentali di accrescimento (rifornimento idrico, disponibilità di nutrienti) e di riproduzione degli alberi, di diversità e attività della fauna, in particolare degli organismi appartenenti alle catene di detrito. Utilizzazione della rinnovazione naturale, sotto la copertura anche parziale degli alberi adulti; alla rinnovazione artificiale si fa ricorso nei casi in cui si intenda accelerare il processo naturale o reintrodurre una specie autoctona localmente estinta. Mantenimento o reintroduzione delle specie proprie della stazione in cui si compie l intervento (con riferimento alla vegetazione forestale potenziale, ossia la vegetazione che si ricostituirebbe in un determinato ambiente, a partire dalle condizioni attuali di vegetazione e fauna, se l azione dell uomo venisse a cessare e nelle condizioni di clima attuali), anche se in alcuni casi si prevede l impiego di specie esotiche, favorendo la presenza di un bosco misto, dove le condizioni ambientali lo consentano. Favorire la formazione di strutture differenziate nello spazio, in relazione ai caratteri di stazione e a quelli delle specie presenti. Mantenimento di alberi di grandi dimensioni oppure morti, per favorire la presenza di organismi che costituiscono le catene di detrito e la diversità biologica. F Potatura. La potatura ha lo scopo di consentire la produzione di legname con una ridotta presenza di nodi, una minore rastremazione e quindi di migliore qualità. La diffusione sui tronchi potati di marciumi o colorazioni del legno avviene in misura molto ridotta, in particolare se il diametro dei rami non è superiore a 2-3 cm. Essa può essere effettuata su rami verdi e su rami secchi. La potatura dei rami verdi (detta spalcatura nel caso delle conifere) può avere effetti utili (sollevamento della chioma) se limitata a pochi rami (1 o 2 palchi per volta) e a una parte della chioma non superiore a 1/2 (preferibilmente 1/3). Il ramo F01_1_Selvicoltura_Generale.indd 13 14/06/18 18:58

SEZIONE F
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SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta