7.11 Stima dell’incremento del volume legnoso di

F 130 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE 22 20 20 18 18 16 16 14 14 Altezza [cm] Altezza [m] Congiungendo tra loro i valori di raggio delle diverse sezioni relativi alla stessa età e e congiungendo poi il valore di raggio della sezione più alta all età e con il corrispondente valore he, si ottiene una spezzata che rappresenta il profilo grafico del fusto a quell età e (Fig. 1.14). Noto il profilo grafico del fusto, il suo volume può essere stimato tramite cubatura per sezioni. Noto il volume dell albero alle varie età, ne discende immediatamente la quantificazione degli incrementi alle varie età dell albero. 12 10 8 8 6 6 4 4 2 0 20,4 18,5 r 15,55 13,05 12 10 p in d 9 s s d 5,5 M d 3 2 0 2 4 6 8 10 12 14 Età [anni] FIG. 1.13 Ricostruzione dell altezza di un albero a varie età secondo il metodo dell analisi del fusto (La Marca). 0 Diametro [cm] FIG. 1.14 Ricostruzione del profilo del fusto di un albero a varie età secondo il metodo dell analisi del fusto (La Marca). 7.11 Stima dell incremento del volume legnoso di soprassuoli forestali. L incremento medio di volume legnoso di soprassuoli coetanei è pari al rapporto tra il volume legnoso censito e l età del soprassuolo. L incremento corrente di volume legnoso può essere stimato secondo varie procedure basate su: determinazione dell incremento diametrico su alberi campione; inventari successivi su interi soprassuoli o su aree di saggio permanenti; stima sintetica mediante tavole alsometriche. Va sempre ricercata un armonia metodologica e funzionale tra la determinazione dell incremento e il rilevamento della massa legnosa. In particolare, in assestamento forestale il costo dei rilevamenti dendroauxometrici deve essere proporzionato al ruolo attribuito all incremento (medio o corrente) ai fini della determinazione della ripresa legnosa. 7.11.1 Stima basata sul rilevamento dell incremento diametrico di alberi campione. Per incremento diametrico si intende l incremento corrente (annuo) di diametro di un fusto arboreo in corrispondenza della sua sezione a petto d uomo. F01_7_Dendometria.indd 130 5/30/18 7:59 AM d tr h r n P d n p u d p c tu

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta