SEZIONE F

e na o a- tà i. il uri e a n ro- e- DENDROMETRIA, DENDROAUXOMETRIA, INVENTARI FORESTALI F 131 Tramite carotine estratte mediante succhiello di Pressler o martello incrementale perpendicolarmente all asse longitudinale del fusto, possono essere quantificati i seguenti indicatori: incremento periodico finale di raggio, pari alla lunghezza di carotina (lx ) corrispondente a un numero x di anelli legnosi periferici successivi; tempo di accrescimento finale unitario, dato dal numero x1 di anelli legnosi compresi nel centimetro più esterno della carotina, conteggiando anche l eventuale frazione apprezzabile dell anello più interno solo parzialmente compreso; tempo di passaggio, dato dal numero x2,5 di anelli legnosi compresi nei 2,5 centimetri più esterni della carotina, conteggiando anche l eventuale frazione apprezzabile dell anello più interno solo parzialmente compreso. In base ai valori misurati, l incremento corrente di diametro di un fusto arboreo (Dd) risulta rispettivamente pari a: 2lx 5 2 Dd 5 ; Dd 5 ; Dd 5 x x 2,5 x1 F dove Dd è espresso in cm anno21, lx in cm, x in numero di anelli. Una volta determinato l incremento diametrico su alberi campione opportunamente scelti, l incremento corrente di volume legnoso di un soprassuolo forestale può essere stimato mediante il metodo delle formule di Pressler o Schneider o mediante il metodo delle differenze di tariffa. Metodo delle formule di pressler e schneider. L incremento percentuale di volume di singoli alberi in piedi può essere stimato mediante la formula generale: pv 5 100a Df Dh 2Dd 1 1 b d h f dove: Dd 5 incremento corrente del diametro del fusto a petto d uomo; d 5 diametro del fusto a petto d uomo; Dh 5 incremento corrente dell altezza dendrometrica; h 5 altezza dendrometrica; Df 5 variazione annua del coefficiente di riduzione ordinario; f 5 coefficiente di riduzione ordinario. Nella pratica, questa formula viene semplificata in modo da evitare la determinazione diretta di Df/f e di Dh/h. A tal fine, è in genere consigliabile l uso della formula di Pressler: Dd pv 5 100c d dove Dd è espresso in cm anno21, d in cm. Il valore di c, nella massima parte dei casi, è compreso tra 2 e 4, tendendo verso 2 nel caso di boschi molto invecchiati e verso 4 nel caso di boschi molto giovani. I valori più frequentemente riscontrabili nella pratica si attestano tra 2,2 e 3,3. Nell ambito di un dato soprassuolo, è consigliabile adottare valori di c differenziati almeno per gruppi di classi diametriche o di classi cronologiche. Peraltro, nella pratica, all insegna della prudenzialità, viene non di rado genericamente e uniformemente applicato un valore convenzionale di c pari a 2, con l ovvio risultato di sottostimare l incremento percentuale di massa legnosa. F01_7_Dendometria.indd 131 5/30/18 7:59 AM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta