SEZIONE F

F 132 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE Analoga a quella di Pressler, è la formula di Schneider: k pv 5 x1d ta q dove: k 5 coefficiente di Schneider (5 200 c); x1 5 tempo di accrescimento finale unitario (espresso in numero di anelli); d 5 diametro a petto d uomo (in cm). Sulla base dei valori di pv misurati su singoli alberi campione, il valore medio dell incremento percentuale a livello di classe diametrica (pvj ) può poi essere calcolato con la formula di Borggreve: nj 2 a i51 pvij dij pvj 5 nj 2 a dij fo dove: pvij 5 incremento percentuale di massa dell i-esimo albero campione afferente alla j-esima classe diametrica; dij 5 diametro a petto d uomo dell i-esimo albero campione afferente alla j-esima classe diametrica. Per ottenere l incremento percentuale del soprassuolo considerato (pV ), viene infine impiegata la formula: d s l s 7 c la m i51 a j51pvjVj M pV 5 e a j51Vj M dove: Vj 5 massa legnosa complessiva della j-esima classe diametrica; M 5 numero di classi diametriche. Nota la massa legnosa V (in m3) del soprassuolo, dall incremento percentuale di volume legnoso si ottiene il corrispondente valore dell incremento corrente annuo (V, in m3 anno21): pV DV 5 V 100 Metodo delle differenze di tariffa. Il metodo delle differenze di tariffa consente di sti- mare l incremento corrente utilizzando tavole stereometriche a una entrata (o, meglio, sistemi di tariffe), dalle quali è possibile dedurre l incremento unitario atteso (Dvu) di volume legnoso in corrispondenza di 1 cm di incremento diametrico. Desunti dalla tavola (o dalla tariffa) i valori di massa legnosa unitaria ( v^ , in m3) corrispondenti a classi diametriche successive di modulo pari a w (in cm), il valore di Dvu (in m3 cm21) corrispondente alla j-esima classe diametrica, può essere stimato pari a: Dvuj 5 v^j1w 2 v^j2w 2w L incremento corrente di volume della j-esima classe diametrica (in m3 anno21) si ottiene, quindi, moltiplicando Dvuj per il valore medio dell incremento diametrico della classe (Ddj, in cm anno21) e per il numero di alberi (Nj) della classe: DVj 5 Dvuj Ddj Nj F01_7_Dendometria.indd 132 5/30/18 7:59 AM d t v d s te v c q e 7 a a v p m m 7 s u r e e p

SEZIONE F
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SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta