7.11.2 Stima basata su inventari successivi

e nn e o- e di on io, di iu ta DENDROMETRIA, DENDROAUXOMETRIA, INVENTARI FORESTALI F 133 Il valore di Nj viene dedotto dai rilievi dendrometrici condotti per cavallettamento totale o per aree di saggio. Il valore di Ddj viene determinato su alberi campione, secondo quanto indicato all inizio di questo capitolo. La somma degli incrementi delle M classi diametriche che compongono il soprassuolo fornisce il suo incremento totale: M DV 5 a i51DVj 7.11.2 Stima basata su inventari successivi. Il metodo degli inventari successivi, comunemente noto anche come metodo del bilancio di massa, consiste nel misurare la massa legnosa del soprassuolo in due momenti successivi e nel determinare l incremento corrente DV (in m3 anno21) come differenza tra i due valori di massa legnosa: Vt1l 2 Vt 1 Vutt/t1l 2 Pft/t1l DV 5 l dove: Vt 5 massa legnosa (in m3) del soprassuolo all anno t; Vt 1 l 5 massa legnosa (in m3) del soprassuolo all anno t 1 l; Vutt/t 1 l 5 massa legnosa (in m3) utilizzata nel periodo tra l anno t e l anno t 1 l; Pft/t 1 l 5 massa legnosa (in m3) di quegli alberi misurati all anno t 1 l, ma non misurati all anno t, in quanto non raggiungevano la soglia minima di cavallettamento prefissata. Il valore di Pft/t 1 l (nel caso delle fustaie, questa massa è detta passaggio a fustaia) può essere stimato pari a: Pft/t1l 5 1 Nt1l 2 Nt 1 Nutt/t1l 2 v^d1 F dove: Nt 5 numero di alberi censiti all anno t; Nt 1 l 5 numero di alberi censiti all anno t 1 l; Nutt/t 1 l 5 numero di alberi utilizzati nel periodo tra l anno t e l anno t 1 l; v^d1 5 volume legnoso unitario (dato dalla tavola stereometrica impiegata) della prima classe diametrica censita (in m3). Questo metodo può essere applicato, tramite cavallettamento totale o tramite aree di saggio permanenti, in tutti i soprassuoli per i quali siano conservati i piedilista di martellata delle utilizzazioni avvenute tra un inventario e l altro e che non abbiano subito variazioni dei confini particellari (nel caso di cavallettamento totale ripetuto). Il metodo di cubatura nelle diverse occasioni deve essere sempre lo stesso: in particolare, le tavole stereometriche impiegate devono essere sempre le stesse ed è comunque opportuno non utilizzare tavole a due entrate, bensì sempre la stessa tavola a una entrata o, meglio, sempre la stessa tariffa. 7.11.3 Stima basata su tavole alsometriche. Come noto (cfr. par. 6.1), le tavole alsometriche forniscono la massa legnosa media attesa a ettaro di soprassuoli coetanei a densità normale, in funzione della loro età e classe di fertilità. Dalla conoscenza del volume alle età Et e Et 1 l si deduce l incremento percentuale del bosco normale. Per un soprassuolo non molto diverso da quello normale, si può ritenere l incremento percentuale normale approssimativamente uguale a quello reale. Noto quindi l incremento percentuale e misurato il volume legnoso del soprassuolo, resta definito l incremento corrente del soprassuolo stesso. 7.11.4 Inventari forestali. Un inventario forestale si configura come la descrizione statistica degli attributi quantitativi e qualitativi che caratterizzano le risorse forestali di un territorio più o meno vasto. Più specificatamente, l inventario forestale consiste nel rilevamento campionario delle cenosi forestali e dei sistemi naturali o seminaturali a esse dinamicamente collegati, a livello di popolazioni, habitat, tipi forestali, ecosistemi e paesaggio, generalmente inquadrati nel contesto di una data unità amministrativa o politica (proprietà, comprensorio, regione, nazione, ecc.). F01_7_Dendometria.indd 133 5/30/18 7:59 AM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta