7.12 Schemi di campionamento statistico

F 134 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE Nella predisposizione di un inventario forestale vanno in primo luogo chiaramente definiti gli obiettivi. necessario specificare di quali dati si ha bisogno, qual è l errore di campionamento tollerabile e a quale livello di sicurezza statistica, se serve prevalentemente un informazione di sintesi per grandi aggregati o una collocazione spaziale dei dati, oppure un equilibrio tra queste due componenti, ecc. Individuati gli obiettivi, i principali elementi di riferimento progettuale di un inventario forestale sono: la spesa sostenibile, la dimensione dell unità minima per la quale vanno fornite le informazioni al livello di precisione statistica desiderato, la variabilità dei caratteri oggetto di stima. Se questi elementi non vengono adeguatamente analizzati fin dall inizio, può accadere che, al termine dell inventario, ci si accorga che le informazioni di cui si necessita non siano state raccolte adeguatamente o che il disegno campionario impiegato non sia stato il più adatto. In particolare, una raccolta di dati senza un chiaro legame con la dimensione dell unità inventariale minima e gli strumenti disponibili, si può ripercuotere negativamente sul rapporto qualità-costo delle informazioni ottenute. Il progresso tecnologico ha reso disponibili strumenti sofisticati di rilevamento inventariale che consentono di acquisire dati con sufficiente accuratezza in tempi relativamente brevi. Le direttrici operative si basano sull impiego di schemi di campionamento statistico, sistemi di telerilevamento, sistemi informatici di gestione dei dati (database relazionali) e sistemi di distribuzione delle informazioni (Web). Per quanto riguarda i sistemi di telerilevamento, nelle indagini inventariali essi sono prevalentemente impiegati ai fini di: (a) stratificazione per poligoni; (b) stratificazione per punti; (c) raggruppamento in segmenti areolari. Il riferimento primario del telerilevamento alle applicazioni inventariali è rappresentato dalle riprese aeree, ma i più recenti sviluppi del settore prevedono un crescente impiego di sensori satellitari ad alta e altissima risoluzione geometrica. c p e v te r d n a fo in s d m 7 a 7.12 Schemi di campionamento statistico. Gli inventari forestali sono basati su schemi (disegni) di campionamento statistico che permettono una stima delle incertezze che accompagnano le informazioni prodotte. A tal fine, l insieme delle unità di campionamento deve essere statisticamente rappresentativo della popolazione. La rappresentatività si riferisce alla capacità del campione di fornire un adeguata idea dei caratteri della popolazione e ciò dipende dal modo con cui esso viene estratto dalla popolazione stessa. Se l estrazione avviene in modo soggettivo (la più antica e ancora oggi probabilmente la più diffusa modalità di campionamento in ambito forestale ed ecobiologico), le statistiche ottenute devono essere ritenute, a priori, distorte e non vi è alcun modo per valutarne il grado di precisione. Nel caso del campionamento statistico, l estrazione delle unità campionarie avviene invece su basi oggettive, mediante rigorose regole di selezione, cosicché l affidabilità degli stimatori campionari può essere espressa in termini probabilistici quantitativi (intervallo di confidenza della stima). L intervallo di confidenza di una stima, detto anche intervallo fiduciario, è l intervallo all interno del quale si ha una data probabilità che ricada il valore vero del parametro statistico considerato. La probabilità è in genere espressa in termini di sicurezza statistica. A parità di sicurezza statistica, tanto maggiore è l intervallo di confidenza quanto maggiore è l errore di campionamento, e tanto minore è la precisione statistica della stima. F01_7_Dendometria.indd 134 5/30/18 7:59 AM r d p 7 m d c c u s u d p c p u a

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta