7.12.1 Unità campionarie

e re e ti eo ei ti ro ti ue nao e o e iù a ti nà a ei a e ar e di r- nel di di - DENDROMETRIA, DENDROAUXOMETRIA, INVENTARI FORESTALI F 135 Il campione è costituito dall insieme di n unità estratto da una data popolazione (la collettività oggetto di indagine) al fine di rappresentare la popolazione stessa. Il rapporto tra la numerosità n delle unità campionarie e la numerosità complessiva N degli elementi della popolazione, è detto frazione di campionamento (5 n/N ). Sulle unità campionarie viene rilevato l attributo oggetto di interesse, inteso quale variabile per la quale, mediante campionamento, si inferisce, cioè vengono stimati in termini probabilistici uno o più parametri statistici (media, varianza, valore totale, ...) riferiti all intera popolazione indagata. Il disegno campionario è costituito da: regole per l estrazione delle unità campionarie dalla popolazione; algoritmi di determinazione degli stimatori richiesti; definizione del numero di unità campionarie necessario al fine di conseguire i prefissati margini di attendibilità delle stime. In linea di massima, i disegni campionari prevalentemente impiegati negli inventari forestali sono: campionamento sistematico semplice; campionamento a due o più fasi, in genere con classificazione su immagini telerilevate di un largo numero di punti in strati e successivo rilievo a terra in aree di saggio corrispondenti a un numero ridotto di punti per ciascun strato; campionamento per gruppi (segmenti areolari); campionamento a due o più stadi. 7.12.1 Unità campionarie. A seconda degli scopi della stima, le unità campionarie all interno di un soprassuolo forestale da inventariare sono in genere rappresentate da: piccole aree: la collettività oggetto d indagine va interpretata come una popolazione finita di aree giustapposte all interno del perimetro del soprassuolo; in questo caso, i rilevamenti campionari sono condotti tramite aree di saggio (®4.2); punti: la collettività oggetto d indagine va interpretata come una popolazione infinita di punti compresi all interno del perimetro del soprassuolo; in questo caso, i rilevamenti campionari sono generalmente condotti tramite prove di numerazione angolare. Nel caso in cui le unità campionarie siano rappresentate da aree di saggio, gli stimatori della media campionaria e della sua varianza sono ovviamente riferiti alla superficie di tali aree. Per aree di saggio di superficie unitaria pari ad a, la numerosità N della popolazione può essere assunta pari ad A/a, dove A è la superficie totale del soprassuolo. 7.12.2 Campionamento casuale e campionamento sistematico. Corretti parametri di approssimazione statistica dei valori campionari a quelli reali e sconosciuti di una popolazione possono essere stimati solamente nel caso del campionamento casuale. La modalità di campionamento è detta casuale se l estrazione delle unità campionarie dalla popolazione avviene strettamente secondo le leggi del caso. Le unità campionarie sono scelte in modo indipendente l una dall altra cosicché l estrazione di una data unità non dà alcuna indicazione sull identità di qualunque altra unità campionaria estratta. Nell inventariazione delle risorse forestali è spesso più conveniente adottare schemi di campionamento sistematico. La localizzazione delle unità campionarie con criteri di pura casualità finisce, infatti, nella maggior parte dei casi, per rendere il rilevamento campionario eccessivamente oneroso. Nel campionamento sistematico le unità campionarie sono selezionate secondo uno schema preordinato: l estrazione della prima unità campionaria, che peraltro dovrebbe sempre avvenire in modo casuale, determina automaticamente la dislocazione di tutte le altre unità incluse nel campione. F01_7_Dendometria.indd 135 F 5/30/18 7:59 AM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta