SEZIONE F

F 136 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE Gli schemi sistematici più idonei ai rilievi inventariali sono, in genere, quelli configurati a reticolo con maglie quadrate (o, più raramente, rettangolari). Nel caso di territori non troppo vasti (es. inventari a livello aziendale), per la loro implementazione viene generalmente utilizzato il metodo delle linee di percorrenza orientate, secondo la seguente procedura: 1. determinazione delle dimensioni della maglia del reticolo (distanza tra le linee di percorrenza e tra i punti di sondaggio lungo di esse) in base alla superficie del soprassuolo e al numero di unità campionarie che si intendono realizzare; 2. individuazione dell orientamento delle linee parallele di percorrenza: si può scegliere tra un orientamento geomagnetico (es. nord-sud o est-ovest), un orientamento compartimentale (es. parallelo al lato maggiore del soprassuolo da inventariare), un orientamento fisiografico (es. parallelo a un tratto rettilineo di strada o di elettrodotto), un orientamento topografico per linee di quota costante (adatto nel caso di superfici inclinate non accidentate; Fig. 1.15); 3. individuazione del punto di partenza, nei pressi di un elemento facilmente rintracciabile sul terreno (es. bivio di strada o di sentiero, tornante, ponticello, termine lapideo); 4. esecuzione del percorso sulla prima linea di percorrenza, con determinazione delle distanze sulla linea a passi o rotella metrica (e altimetro) o con GPS; 5. ripetizione della medesima procedura per le altre linee di percorrenza (l interdistanza tra linee è determinata preferibilmente con rotella metrica e altimetro o con GPS), prestando particolare attenzione all individuazione dei singoli punti iniziali. di fondamentale importanza evitare condizionamenti soggettivi nella scelta del singolo punto di sondaggio. A tal fine, per maggiore cautela, può essere utile che, una volta determinato velocemente ciascun punto di sondaggio, si percorrano altri 4 m misurati con rotella in una direzione scelta in modo casuale (es. coincidente con la direzione che in quel momento ha la lancetta dei minuti, letta su un orologio da polso posto orizzontalmente), misurando con accuratezza quest ultima distanza tramite nastro metrico (avendo poi cura, una volta finiti i rilievi dendrometrici, di tornare alla posizione preliminare del punto di sondaggio per riprendere l allineamento di percorrenza). Non esiste un metodo esatto per quantificare l errore di campionamento connesso a una stima ottenuta con un disegno inventariale su base sistematica. Ciò non significa che la stima non sia affidabile. Anzi, con il campionamento sistematico si realizza una distribuzione uniforme delle osservazioni nello spazio e si ha motivo di ritenere che i margini di accuratezza delle stime, ancorché non rigorosamente inquadrabili in FIG. 1.15 Esempio di orientamento topografico del campionario per linee di quota costante. I termini statistici, siano in realtà migliori di quanto si reticolo punti di sondaggio sono contrassegnati dalla lettera possa ottenere con il campionamento casuale. X (Andrich e Carraro). F01_7_Dendometria.indd 136 5/30/18 7:59 AM u n s m v c 7 p r d n g v g n s e p to p to d s m c s A c in c p c p d im z c p g o m p

SEZIONE F
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SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta