7.13 Formulario per alcuni tra i principali disegni

F 140 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE risorse. A parità di altri fattori, quanto più il campione è numeroso, tanto maggiore è la precisione di stima, cioè tanto minore è il cosiddetto errore di campionamento. Sebbene talora sottovalutata nella pratica, la determinazione del numero minimo di unità campionarie necessarie per ottenere stime entro prefissati limiti di incertezza e aleatorietà, rappresenta una delle misure di maggior peso nei riguardi dell efficienza del rilevamento campionario. Per stabilire l intensità del campionamento occorre disporre di informazioni preliminari su: variabilità degli attributi oggetto di interesse nella popolazione indagata; valore massimo tollerato dell errore di campionamento; livello di sicurezza statistica con cui si accettano le stime prodotte. Riguardo al primo fattore, nel caso di inventari forestali in cui debbano essere rilevati più attributi, può porsi il problema di definire per quale di essi vada stabilito il valore presunto della varianza da inserire nelle formule di dimensionamento. Varie soluzioni sono possibili: dimensionare la numerosità campionaria rispetto all attributo che mostra variabilità massima tra tutti quelli di rilevante interesse (ciò comporta il sovradimensionamento del campione per tutti gli altri attributi e quindi può aumentare indebitamente i costi del rilievo); dimensionare la numerosità campionaria rispetto all attributo considerato più importante in assoluto (ciò conduce al sovracampionamento di alcuni attributi a variabilità relativamente bassa e al contemporaneo sottocampionamento degli altri); dimensionare la numerosità campionaria rispetto alla varianza di tutti gli attributi considerati, impiegando un idonea funzione di ottimizzazione oppure, più semplicemente, mediando i singoli valori di numerosità ottenuti rispetto a ciascuno degli attributi considerati (questa soluzione presuppone che gli attributi siano tutti rilevabili sulle stesse unità campionarie). Riguardo alla precisione estimativa richiesta, vengono in genere accettati errori percentuali compresi tra il 5%, nel caso di indagini accurate, e il 15-20%, nei casi più comuni. Nel caso di attributi ad alta variabilità (es. CV% . 100), il campionamento può diventare impraticabile, dal punto di vista dei costi da sostenere, se si vuole contenere l errore entro una soglia relativamente contenuta (es. ,10%). In questi casi può essere addirittura più opportuno rinunciare al campionamento e procedere al censimento completo delle popolazioni oppure, più pragmaticamente, accontentarsi di livelli di precisione inferiori o meglio ancora, se possibile, adottare schemi di campionamento più efficienti. Per quanto riguarda infine il grado di affidabilità delle stime prodotte, è prassi accettare livelli di sicurezza statistica pari, o comunque non inferiori, al 90-95% (®14.2). Livelli più bassi sono impiegati nei casi in cui siano ritenuti accettabili per il particolare utilizzo delle informazioni raccolte (es. inventari ricognitivi). 7.13 Formulario per alcuni tra i principali disegni campionari. Vengono sinteticamente presentati gli algoritmi di stima dei principali parametri statistici relativamente ad alcuni tra i più semplici e comuni schemi di campionamento. 7.13.1 Campionamento semplice, sistematico o casuale, a probabilità costante. Se la popolazione viene campionata tal quale, cioè non è preventivamente suddivisa in sottopopolazioni (es. non viene suddivisa in strati), si ha un campionamento semplice. Se alle unità statistiche della popolazione è assegnata la medesima probabilità di essere incluse nel campione, si ha un campionamento a probabilità costante. F01_7_Dendometria.indd 140 5/30/18 7:59 AM p p 1 2 3 4 s g 1 2 te p d c d d v d r d p a d d r

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta