SEZIONE F

a di e a ia; a ri e r- o ò di mal ma e io- rù o n- e e, e t). o- o a- e. n di DENDROMETRIA, DENDROAUXOMETRIA, INVENTARI FORESTALI F 141 Nel caso di popolazioni relativamente poco numerose (es. le particelle in una compresa forestale), una procedura efficace per ottenere un campione casuale semplice a probabilità costante è: 1. assegnare un numero (detto numero campionario) a ciascuna unità statistica della popolazione; 2. scrivere i numeri assegnati su pezzi di carta di uguale forma e peso; 3. porre i pezzi di carta in un urna; 4. estrarne alcuni, stando attenti a mescolarli bene prima di ciascuna estrazione: tutte le unità statistiche, il cui numero campionario corrisponde al numero scritto su uno dei pezzi di carta estratti, vengono incluse nel campione. Per simulare l estrazione senza realizzarla fisicamente ci si può avvalere delle tavole dei numeri casuali. In ambito inventariale, una modalità operativa, per realizzare un campionamento casuale semplice a probabilità costante, consiste nell identificazione di punti di sondaggio mediante estrazione casuale di coppie di coordinate topografiche: 1. vengono estratte coppie di numeri casuali; 2. i punti di sondaggio con coordinate corrispondenti alle coppie di numeri casuali sono inclusi nel campione. Nel caso di un campionamento semplice (casuale o sistematico) a probabilità costante, lo stimatore campionario della media dei valori di un dato attributo y in una data popolazione è pari a: n 1 y 5 a i51yi n F dove: n 5 numerosità del campione; yi 5 valore dell attributo y nella i-esima unità campionaria. Lo stimatore della varianza della media campionaria è pari a: sy2 5 sy2 N 2 n a b n N n 1 1 y 2 y 2 2 (5 stimatore n 2 1 a i51 i della varianza dell attributo y). La radice quadrata di sy2 (5 sy) è lo stimatore della deviazione standard dell attributo in quella popolazione. La radice quadrata di sy2 (5sy ) è detta errore standard di stima della media campionaria. L intervallo di confidenza della stima di y è pari a y 6 tsy , dove: t 5 valore critico del t di Student, in corrispondenza degli n 2 1 gradi di libertà della stima e in corrispondenza del livello di sicurezza statistica prescelto dall operatore (per un livello di sicurezza statistica pari al 95%, t può in genere essere approssimato a 2, mentre per un livello di sicurezza statistica pari al 90%, t può in genere essere approssimato a 1,7). Il prodotto tsy è detto errore di campionamento della media. Il rapporto tra errore di campionamento e media stimata, moltiplicato per 100, è detto errore percentuale della media (ecp). Lo stimatore campionario del valore totale dell attributo y nella popolazione inventariata è pari a: Y 5 Ny dove: N 5 numerosità della popolazione; sy2 5 F01_7_Dendometria.indd 141 5/30/18 7:59 AM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta