7.13.4 Campionamento stratificato

di ia a e . e - o di oa na; di e n e ne, a à a a a 0 ti ci el la - DENDROMETRIA, DENDROAUXOMETRIA, INVENTARI FORESTALI F 143 Si impone generalmente che la probabilità di inclusione nel campione di una data unità statistica sia tanto maggiore, quanto maggiore è la sua dimensione. In questo caso, la procedura di campionamento può essere configurata come segue: 1. a ogni unità statistica è associato un intervallo di numeri campionari, il cui valore sarà tanto maggiore, quanto maggiore è la dimensione dell unità stessa; 2. vengono estratti numeri casuali e vengono incluse nel campione le unità statistiche corrispondenti ai numeri estratti (ovviamente, tanto maggiore è la dimensione dell unità statistica, tanto maggiore è la probabilità che essa sia inclusa nel campione, essendo tanto maggiore l intervallo di numeri campionari a essa associato). Questo tipo di campionamento (campionamento a lista) viene applicato quando è possibile stabilire agevolmente a priori (cioè prima del campionamento stesso) la dimensione di ciascuna unità statistica della popolazione. In un campionamento semplice a lista, lo stimatore campionario del valore totale di un dato attributo y in una popolazione di cui sia nota la dimensione totale A, è pari a: 1 n yi Yl 5 Aa a i51 b n ai dove: ai 5 dimensione della i-esima unità campionaria. Lo stimatore campionario della varianza di Yl è pari a: 2 n yi a a i51 b 2 yi ai n a i51 a a b 2 n i sY2l 5 A2 n1n 2 12 F e l intervallo di confidenza della stima di Yl (n 2 1 gradi di libertà) è pari a Yl 6 tsYl . Lo stimatore campionario della media dell attributo y è pari a: Yl yl 5 N con varianza stimata pari a: sY2l sy2 l 5 2 N e l intervallo di confidenza (n 2 1 gradi di libertà) è pari a yl 6 tsyl . 7.13.4 Campionamento stratificato. L applicazione del campionamento stratificato prevede le seguenti operazioni: M 1. suddivisione della popolazione in strati, ciascuno di Nj unità, in modo che a Nj 5 N , j51 dove N è la numerosità della popolazione e M è il numero degli strati; 2. estrazione delle unità campionarie indipendentemente da ciascuno strato, secondo modalità (casuale o sistematica) e numerosità anche diverse da strato a strato, ma comunque in numero non inferiore a due per ciascuno strato; 3. stima del parametro statistico oggetto di interesse per ogni singolo strato; 4. aggregazione delle stime ottenute per ogni singolo strato, al fine di ottenere la stima a livello di intera popolazione. I risultati di un campionamento stratificato possono dunque essere evidenziati sia a livello di singolo strato sia per l intera popolazione. F01_7_Dendometria.indd 143 5/30/18 7:59 AM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta