SEZIONE F

F 144 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE La distribuzione delle n unità campionarie tra i singoli strati viene generalmente realizzata tramite: ripartizione soggettiva: le unità campionarie sono distribuite nei singoli strati sogM gettivamente da parte dell operatore, con gli unici vincoli che a nj 5 n e che j51 ogni strato contenga almeno due unità campionarie; ripartizione uniforme (tutti gli strati contengono lo stesso numero di unità campionarie): n nj 5 M ripartizione proporzionale (il numero di unità campionarie in ciascuno strato è proporzionale alla dimensione dello strato stesso): Nj Nj Aj nj 5 n5 n5 n M N A a j51Nj dove: M 5 numero degli strati; Nj 5 numerosità del j-esimo strato; n 5 numerosità complessiva del campione; nj 5 numerosità del campione nel j-esimo strato; Aj 5 superficie del j-esimo strato; A 5 superficie totale della popolazione considerata. In ambito inventariale, la ripartizione proporzionale è quella generalmente preferita. I valori della media, del totale e delle loro varianze all interno di ciascun singolo strato possono essere stimati con le formule già viste. Lo stimatore della media dei valori di un dato attributo y a livello di intera popolazione è pari a: M Nj yst 5 a j51 yj N dove y j 5 stima campionaria della media dell attributo y nel j-esimo strato. Nel caso in cui la dimensione degli strati sia espressa in termini di superficie, vale ovviamente Nj /N 5 Aj /A. Lo stimatore della varianza di y st è pari a: 2 M Nj s yst 5 a j51 2 s y2j N dove sy2 j 5 stima campionaria della varianza della media dell attributo y nel j-esimo strato. L intervallo di confidenza della stima di yst (M 2 n gradi di libertà) è pari a y st 6 ts y st . Lo stimatore del valore totale dell attributo y a livello di intera popolazione è pari a: Yst 5 a Nj yj 5 a Yj j51 j51 M M dove Yj 5 stimatore campionario del valore totale nel j-esimo strato. Lo stimatore della varianza di Yst è pari a: sY2st 5 a Nj2s 2yj 5 a sY2j j51 j51 M M dove s2Yj 5 stimatore della varianza del valore totale nel j-esimo strato. L intervallo di confidenza della stima di Yst (M 2 n gradi di libertà) è pari a Yst 6 tsYst . F01_7_Dendometria.indd 144 5/30/18 7:59 AM

SEZIONE F
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SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta