8. Le utilizzazioni forestali

LE UTILIZZAZIONI FORESTALI F.1 F 145 8. Le utilizzazioni forestali 8.1 Lavorazioni e sistemi. Per utilizzazioni forestali si intendono i lavori eseguiti per abbattere gli alberi, allestire assortimenti (i tipi di prodotto legnoso, caratterizzati dalle dimensioni e dalla qualità, che li rendono atti all impiego per determinati usi, idonei per le successive lavorazioni industriali o per l uso diretto) ed esboscare il legname ricavato, sia a fini immediatamente economici per raccogliere il legno prodotto dal bosco sia nel caso di lavori a carattere colturale, che comunque comportino l abbattimento di alberi ed il prelievo di legname. Secondo l ordine di successione delle operazioni, si distinguono i seguenti sistemi di lavoro. Sistema del legname allestito o corto (SWS = Short Wood System): sramatura e depezzatura del tronco sul letto di caduta, esbosco degli assortimenti allestiti fino all imposto (piazza di deposito a ciglio strada camionabile). il sistema di lavoro normalmente praticato. Sistema del legname lungo o a fusto intero (LTS = Long Tree System): sramatura sul letto di caduta; la depezzatura viene rimandata all imposto, dopo l esbosco. Questo sistema è adottato per sfruttare la capacità di mezzi di esbosco potenti (trattori specializzati, gru a cavo), soprattutto per fusti di piccole e medie dimensioni, quando ciò è possibile senza correre il rischio di causare eccessivi danni al bosco, per esempio nel caso di tagli a raso. Sistema dell albero intero con chioma (FTS = Full Tree System): sia sramatura che depezzatura vengono effettuate all imposto, l albero viene esboscato con tutta la chioma. Si ricorre a questo sistema in tagli a raso, quando è necessario lasciare la tagliata (superficie percorsa dall utilizzazione) sgombera da residui e/o se è possibile utilizzarli economicamente, per esempio per la produzione di legna combustibile o da triturazione (per pannelli). F 8.2 Abbattimento. Consiste nella recisione dei fusti alla base e nell atterramento degli alberi. Scelta la direzione di caduta dell albero più opportuna, tenendo conto di quella naturale condizionata dalla verticalità del fusto e dalla conformazione della chioma, nonché dalla posizione degli alberi circostanti, l abbattimento viene effettuato con motosega: taglio della tacca di direzione, aperta di circa 45° con base perpendicolare alla direzione di caduta scelta, che penetra nel fusto per 1/4-1/3 del diametro; successivo taglio di abbattimento effettuato dalla parte opposta dell albero, perpendicolarmente all asse del fusto e 5-10 cm più in alto della base della tacca di direzione, lasciando integra la cerniera, stretta striscia di legno dello spessore di circa 1/10 del diametro dell albero (normalmente 3-5 cm o poco più). Funzione della cerniera è di guidare la caduta dell albero nella direzione scelta, la sua conformazione è determinante per la sicurezza del lavoro. Per inclinare l albero in modo da spostare il suo baricentro oltre la cerniera, perché inizi a cadere, e per evitare che la barra della motosega resti bloccata, si infiggono cunei (di legno o di plastica dura) nel taglio di abbattimento durante la sua realizzazione. Ciò a volte non è indispensabile, ma assicura una maggiore sicurezza all operatore. In casi particolari ma frequenti, per far cadere l albero in una direzione diversa da quella naturale si ricorre a tecniche apposite, lasciando la cerniera di spessore maggiore sul lato opposto a quello di caduta naturale. In casi particolarmente difficili si inclina l albero verso la direzione di caduta scelta con una fune applicata a 3-5 o (meglio) più metri di altezza all albero, azionata da un paranco manuale (tirfor o simile) o con un verricello. F01_8_Utilizzazioni_Forestali.indd 145 5/30/18 8:09 AM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta