SEZIONE F

e n e a- mi ri li dr e e la e ti o m; el ie LE UTILIZZAZIONI FORESTALI F 147 TAB. 1.10 Assortimenti del tondame di latifoglie I diametri vanno rilevati come per le conifere, normalmente a metà pezzo sotto corteccia, arrotondati al centimetro per difetto. Invece le lunghezze vanno rilevate di 10 in 10 cm, arrotondate per difetto e senza tener conto delle sovramisure. Pioppo 2 Toppi da sfogliatura: lunghezze varie, secondo le indicazioni dell acquirente, al solito fra 1 e 3 m; diametri $25 cm (eccezionalmente $18 cm, se il legno è di ottima qualità). 2 Toppi da sega: lunghezza $2 m; diametri $25 (20) cm. 2 Imballaggio: lunghezze 1,2 m e multipli; diametri $14 cm. 2 Cartiera: lunghezze 1-2 m; diametri 10-30 cm. 2 Legno da triturazione, da sfibratura o da pannelli di particelle (truciolari) o di fibre: lunghezze 1-2,5 m, irregolari (vendita a peso); diametri $3 cm. Castagno 2 Toppi da sega: lunghezza $2 (2,5) m; diametri $25 cm. 2 Toppi da travatura: lunghezze $4 m; diametri $28 cm in punta. Al solito la travatura viene allestita su ordinazione, in misure specifiche. 2 Tondo per travetti: lunghezza $1,5 m; diametri $12 cm (minimo 10 cm in punta). 2 Pali telegrafici: lunghezze 7-12 m; diametri a 2 m dal calcio $18 cm, in punta minimo 12 cm. Questo assortimento, in passato importante, attualmente è poco richiesto. 2 Pali da chiudenda: 2 grandi: lunghezza 2,5 m; diametri $10 cm in punta; 2 piccoli: lunghezza 2 m; diametri $8 cm in punta; 2 filagne: lunghezza $3 m; diametri 8-12 cm. 2 Pali da vigne: 2 palone: lunghezza 4 m; diametri $12 cm in punta; 2 palo: lunghezza 2,5-3 m; diametri $10 cm in punta; 2 paletto: lunghezza 2 m; diametro $5 cm in punta. Altre latifoglie vengono classificate in modo simile. F I processor, attrezzi che sramano e depezzano, portati dal braccio di robuste gru idrauliche o di escavatori, vengono impiegati per l allestimento di alberi esboscati con tutta la chioma (FTS) con gru a cavo, allo scarico delle teleferiche. Harvester e processor permettono di moltiplicare la produttività dell operatore di 4-8 volte, ma il ricorso a queste costose macchine è limitato da problemi di ammortamento oltre che, per gli harvester, dalle caratteristiche del terreno e dalle dimensioni degli alberi. Scortecciatura: è opportuna per le conifere, se il legname permane per più settimane in bosco durante la stagione vegetativa, per contenere il deterioramento del legno da attacchi di funghi e soprattutto di insetti, ma è onerosa se praticata con attrezzi manuali: raddoppia i tempi di allestimento e i relativi costi. In passato era necessario effettuarla sul letto di caduta anche per facilitare l avvallamento e lo strascico con animali, sistemi di esbosco normalmente praticati fino alla fine del secolo scorso mentre oggi, esboscando tempestivamente con trattori o con gru a cavo, viene fatta normalmente in segheria con scortecciatrici meccaniche o agli imposti con macchine mobili. In quest ultimo caso l onere maggiore è dato non tanto dalla scortecciatura vera e propria, quanto dalla movimentazione del legname per l alimentazione delle macchine: sono necessari caricatori semoventi, oltre che imposti capienti. F01_8_Utilizzazioni_Forestali.indd 147 5/30/18 8:09 AM

SEZIONE F
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SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta