8.4 Esbosco o “smacchio”

F 148 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE La produttività giornaliera di un operaio per l abbattimento e allestimento varia in ragione del tipo di intervento selvicolturale attuato e delle dimensioni medie del materiale utilizzato (Tab. 1.11). TAB. 1.11 a. Produttività giornaliera di un operaio (in m3) per l abbattimento e allestimento in fustaia di conifere, senza procedere alla scortecciatura. Tra parentesi si indicano il volume medio e il diametro medio degli alberi abbattuti. Tagli di maturità 15-25 (.1 m3; .40 cm) Diradamenti in soprassuoli adulti (0,7 m3; 20-40 cm) 8-16 4-8 3 Diradamenti in soprassuoli giovani (,0,2 m3; ,20 cm) b. Produttività giornaliera di un operaio (in m steri) per l abbattimento e allestimento in cedui situati in stazioni con diverse condizioni di fertilità. Tagli di maturità Tagli di avviamento a fustaia Fertilità mediocre 4,0-6,0 2,0-3,0 Fertilità buona 5,0-10,0 3,0-4,0 Fertilità ottima 8,0-15,0 4,0-5,0 tu a n i o c 8 8.4 Esbosco o smacchio . Consiste nel trasporto del legname utilizzato dal letto di caduta fino all imposto su strada camionabile. Si articola nelle seguenti fasi. 1. Concentramento dal letto di caduta a una via di esbosco o direttamente fino a stra- da. Viene effettuato per singoli pezzi, a strascico con verricelli o per avvallamento lungo la pendenza massima del terreno, seguendo percorsi non appositamente predisposti, su distanze dell ordine di decine di metri. Distanze di concentramento prossime o superiori a 100 m sono indice di carenza di vie di esbosco e comportano costi elevati e rischio di danni al bosco. 2. Esbosco propriamente detto. Più pezzi, riuniti in carichi, vengono esboscati seguendo vie di esbosco permanenti (piste) o temporanee (linee di gru a cavo) fino agli imposti (o piazze di deposito del legname) su strada. Le vie di esbosco sono percorsi appositamente predisposti e attrezzati, lunghi normalmente meno di 1 km. La loro funzione è di agevolare il lavoro e contenere i rischi di incidenti e di danni al bosco. 8.4.1 Vie di esbosco permanenti Piste trattorabili principali, aperte con movimento di terra (effettuato con apripista, eccezionalmente con escavatore cingolato), decorrenti normalmente di traverso alla pendenza massima del terreno. Vengono realizzate su terreni della 1a e 2a classe di pendenza (<40%), su terreni saldi eccezionalmente anche della 3a classe (40-60%). La loro larghezza è di 2,5-3 m, la pendenza ottimale è del 5-15%, massimo 30% per brevi tratti da percorrere a carico in discesa. Piste trattorabili secondarie, consistenti in semplici varchi nel soprassuolo orientati rigidamente nella pendenza massima del terreno (a rittochino), vengono realizzate senza (o quasi senza) movimento di terra su terreni non o poco accidentati della 1a classe di pendenza, e della 2a classe, limitatamente per l esbosco in discesa. Sono normalmente larghe 3-4 m, anche 5-6 m nel caso di impiego di harvester e forwarder (trattori articolati portanti), spaziate fra loro di 20-60 m (2 volte l altezza degli alberi) secondo la densità del soprassuolo. Linee di avvallamento permanenti, su terreni ripidi, naturali (impluvi) o artificiali (risine, cave), venivano usate in passato per l avvallamento su lunghe distanze. F01_8_Utilizzazioni_Forestali.indd 148 5/30/18 8:09 AM d fe s 8 z d m

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta