8.6 Trasporto su strada

e i- ie à di di è o e 2a iè e; e roa sn r o. fo di o al e o e e e e o LE UTILIZZAZIONI FORESTALI F 151 All arrivo della teleferica è opportuno disporre di un trattore con gru idraulica o di un caricatore semovente, per la movimentazione del legname. L avvallamento e lo strascico con animali sono economicamente praticabili soltanto in casi eccezionali, per legname di piccole e medie dimensioni e per le brevi distanze del concentramento, inferiori a 100 m. 8.6 Trasporto su strada. Con autocarri pesanti a 3 assi; se le caratteristiche delle strade lo consentono è realizzato anche con autotreni (autocarri con rimorchio), opportuni soprattutto per distanze di trasporto superiori a circa 30 km. Gli autotreni articolati non sono idonei per le strade forestali. Capacità di carico: dell autocarro 12-18 m3 di legname oppure circa 20 mst di legna depezzata a 1 m, pari a circa 100-120 kN; l autotreno (autocarro con rimorchio) carica 30-45 m3 di legname o 45-50 mst, pari a circa 250-300 kN. Vanno comunque rispettati i limiti imposti dal Codice della Strada. Su strade trattorabili, non percorribili con autocarri, si fa ricorso a trattori con rimorchi a ruote motrici. I rimorchi monoasse trasportano 5-6 m3 di legname o 6-10 mst di legna; i rimorchi a doppio assale ne trasportano fino a 10 m3.. Con trattori e rimorchi è opportuno, per motivi economici, non superare distanze di trasporto di 8-10 km. F 8.7 Macchine impiegate nelle utilizzazioni forestali 8.7.1 Macchine per l abbattimento e l allestimento del legname Motosega motoseghe leggere. Cilindrata 35-45 cm3, potenza 1,5-2 kW, lunghezza di taglio 35-40 cm, peso 5-6 daN, sono adatte per abbattimento e allestimento in sfollamenti e primi diradamenti. motoseghe medie. Cilindrata 50-70 cm3, potenza 2,5-3,5 kW, lunghezza di taglio 4045 cm, peso 7-8 daN, sono adatte per abbattimento e allestimento di alberi di medie dimensioni, ma anche di alberi grandi purché a legno tenero (conifere). Sono le più usate. motoseghe pesanti. Cilindrata 75-100 cm3, potenza 4-5 kW, lunghezza di taglio 50-70 cm, peso 8-10 daN, sono adatte per abbattimento e depezzatura di alberi di grande diametro, in particolare se a legno duro. Feller, feller-buncher macchine abbattitrici. Afferrano i fusti e li recidono alla base con seghe a catena, con seghe a disco particolari o con cesoie idrauliche, per poi depositarli ordinatamente a terra. Sono mezzi ormai obsoleti, sostituiti dagli harvester, che oltre ad abbattere gli alberi, provvedono anche a sramare e a depezzare i fusti. harvester. Macchine che abbattono, atterrano, sramano e depezzano automaticamente a lunghezze prestabilite, in funzione del diametro, gli alberi con comandi computerizzati e programmabili, misurando e registrando il legname allestito. Sono formati da una testa operatrice portata da una robusta gru idraulica montata su veicoli a 4, 6 o 8 ruote, o cingolati, a trazione idrostatica. Nei modelli più recenti le torrette che portano il braccio operatore e il posto di comando sono autolivellanti. F01_8_Utilizzazioni_Forestali.indd 151 5/30/18 8:09 AM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta