SEZIONE F

F 152 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE Questi possono operare anche su pendenze del terreno del 40%, o addirittura oltre il 50% se cingolati. Sono capaci di utilizzare alberi di piccole e medie dimensioni, di forma regolare, con diametro al calcio fino a 35-60 cm, secondo i modelli: peso delle macchine da 80 a 200 kN, potenze dei motori da 50 a 150 kW, sbraccio massimo delle gru da 7 a 10 e fino a 15 m. Sono macchine adatte in particolare per diradamenti di tipo geometrico-selettivo che atterrano gli alberi tirandoli di calcio. Non sono capaci di operare con alberi grandi (volume .1 m3, tagli di maturità in fustaie), ma vengono impiegati anche nelle utilizzazioni di pioppeti e altri impianti di arboricoltura da legno. La produttività degli harvester dipende in primo luogo dalle dimensioni degli alberi utilizzati: in primi diradamenti, con alberi piccoli (volume ,0,2 m3) è dell ordine di 30-40 m3 gg21, può arrivare a 70-80 m3 gg21 utilizzando alberi con volume superiore a 0,5 m3. Processor. Macchine che sramano e depezzano automaticamente alberi abbattuti, con comandi programmabili computerizzati, e misurano e registrano il legname allestito. Sono formati da una testa operatrice portata da una robusta gru idraulica montata su un trattore pesante, più spesso su un escavatore idraulico cingolato o su ruote, oppure su un autocarro insieme a una stazione motrice di gru a cavo. Vengono impiegati per l allestimento (sramatura e depezzatura) di alberi, anche di grandi dimensioni (diametro massimo allestibile 50-60 cm), abbattuti con motosega ed esboscati interi, con chioma (FTS), al solito con gru a cavo. Sono macchine capaci di produttività elevate, anche superiori a 100 m3 giorno21, secondo le dimensioni degli alberi e le difficoltà di manipolazione degli stessi. Sminuzzatrici o cippatrici. Macchine che riducono fusti di piccole dimensioni, ramaglia e residui di lavorazione in chips, scaglie di legno utilizzate per la combustione in appositi impianti; oppure, previa ulteriore lavorazione e vagliatura, per la fabbricazione di pannelli di particelle (truciolari) o di fibre, di paste da carta e cartone, o per l estrazione di cellulosa o di tannino. Secondo il tipo dei loro organi di taglio si distinguono sminuzzatrici a disco e a tamburo: le prime sono più adatte per legname tondo e le seconde per ramaglia minuta e scarti di segheria. Per l impiego in bosco o agli imposti le sminuzzatrici mobili piccole sono portate o trainate e azionate dalla presa di potenza di trattori, quelle grandi sono mosse da motori Diesel autonomi; le cippatrici fisse negli stabilimenti industriali sono azionate da motori elettrici. Il diametro massimo della legna che può essere lavorata è pari a circa un quarto del diametro del disco o tamburo. La lunghezza (nominale) dei chips prodotti dipende dalle caratteristiche costruttive della macchina e dalla velocità di alimentazione, che può essere variata entro certi limiti. La potenza necessaria per azionare le sminuzzatrici dipende dalla resistenza al taglio del legno, dalla sua densità (la quercia è più pesante e più dura del pioppo) e dalla sua umidità, e aumenta con il quadrato del diametro del legno lavorato. Il legno viene alimentato contro gli organi di taglio (disco o tamburo) con rulli dentati mossi da motori idraulici, uno inferiore fisso, un secondo rullo superiore premuto elasticamente contro il legno, per adeguarsi al suo diametro. Sminuzzatrici adatte a lavorare fusti con rami hanno altri due rulli laterali, necessari per una efficiente alimentazione. Il legno viene imboccato nei rulli con gru idrauliche, e/o con un nastro o una catena trasportatrice, anche a mano per le macchine più piccole. F01_8_Utilizzazioni_Forestali.indd 152 5/30/18 8:09 AM in ( n 3 1 s fi 1 L fr la a s la d c n d d z d s t m S m c d V l s d s m a d m

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta