SEZIONE F

e di e e o n di e e ri i, ene, di d di li ae ar a i- e a e a s di o a e oe ti e. a LE UTILIZZAZIONI FORESTALI F 153 Appositi dispositivi soffiano il cippato, ossia la massa di legno trasformata in chips, in alto attraverso un camino e lo proiettano sul cassone di autocarri o rimorchi. Sminuzzatrici piccole lavorano pezzi di legno con diametro massimo di 15-20 cm (se si tratta di fusti con rami il diametro massimo si riduce a meno della metà) e necessitano di 40-60 kW di potenza; macchine grandi possono lavorare diametri di 30-40 cm e richiedono potenze di 120-200 e più kW. Secondo le dimensioni il cippato si distingue in piccolo, con scaglie lunghe circa 1 cm, medio con scaglie lunghe 2-3 cm, grande con scaglie di 4-5 cm. Sminuzzatrici speciali (a vite tagliente conica), autoalimentanti, possono produrre scaglie lunghe fino a 12 cm. Queste sminuzzatrici a vite sono adatte a fusti di piccolo diametro (max. 15-25 cm secondo i modelli), sramati, che vanno introdotti di calcio nella macchina. Le lunghezze dei chips sono nominali dato che inevitabilmente il cippato contiene frazioni più o meno rilevanti di scaglie più corte e più lunghe. A seconda del legno lavorato, scortecciato (scarti di segheria), o con corteccia, o ramaglia con foglie o aghi, si distingue cippato bianco, bruno e verde. Si tenga presente che per i successivi impieghi il cippato deve avere caratteristiche specifiche, sia per quanto riguarda la specie legnosa che per le dimensioni e il tipo dei chips. La produttività teorica delle sminuzzatrici (t ora21 netta effettiva) dipende, oltre che dalle caratteristiche della macchina, dalle dimensioni della legna lavorata: aumenta con il quadrato del suo diametro e con la lunghezza dei chips. La produttività effettiva è molto influenzata dall organizzazione del cantiere: la sminuzzatura con macchine mobili è caratterizzata da frequenti e rilevanti tempi morti, difficilmente eliminabili. La massa sterica del cippato, sempre inferiore a quello del legno tondo, dipende dalla specie e dall umidità del legno e mediamente è di circa 0,2-0,3 mst. Si ricorre alla sminuzzatura in bosco o agli imposti per materiale altrimenti non utilizzabile o di allestimento troppo oneroso (sramatura e depezzatura), o che comunque deve essere eliminato, come la ramaglia rimasta dalle utilizzazioni di pioppeti. Questo lavoro comporta la formazione di catene di lavorazione (esbosco-sminuzzaturatrasporto) con conseguenti problemi di organizzazione del lavoro e rilevanti tempi morti. F Scortecciatrici macchine portatili. Mosse da un motore di motosega che aziona un rullo con lame o costolature che asportano la corteccia, tagliandola o fresandola. Sono mezzi faticosi da usare e di produttività poco superiore a quella conseguibile con attrezzi manuali. Vengono impiegate saltuariamente per completare la scortecciatura di tronchi dopo l esbosco. scortecciatrici a disco. Con coltelli, impiegate per la scortecciatura in bianco di tondelli da cartiera, a volte per paleria. Da un disco ruotante di circa 50 cm di diametro, sporgono 3-4 coltelli montati in posizione radiale. Il tondello viene fatto avanzare con moto a spirale con un apposito dispositivo e viene premuto contro il disco, i cui coltelli asportano la corteccia tagliandola. La macchina può essere mobile, portata e azionata da un trattore tramite la presa di potenza o fissa in stabilimento. L alimentazione è manuale; è usata per tondelli di piccolo diametro (5-25 cm), per impieghi particolari. F01_8_Utilizzazioni_Forestali.indd 153 5/30/18 8:09 AM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta