SEZIONE F

a ncdi ni a e ) o: eie ti i am o n ci n di 5 a pi a ti aA a aa o e à a- e uo o LE UTILIZZAZIONI FORESTALI F 155 Perciò questi ultimi vengono raramente impiegati in Italia a causa delle limitate dimensioni delle imprese utilizzatrici e delle proprietà forestali, che difficilmente permettono l ammortamento economico di costose attrezzature specializzate. trattrici agricole cingolate. Con potenza di 50-80 kW, peso 30-50 kN, vengono impiegate con verricelli nell esbosco a strascico su brevi distanze dato che sono lente; più spesso per decespugliamenti e lavorazione del terreno per rimboschimenti o, con lama apripista, per l apertura e la manutenzione di piste, su terreni della 1a e 2a classe di pendenza. trattrici agricole a ruote, a trazione integrale (doppia trazione). Con potenza di 50100 kW, peso di 30-50 kN, vengono impiegate con verricelli per l esbosco a strascico di legname lungo, con gabbie per l esbosco a soma di legna depezzata a 1 m, o con rimorchi. Devono montare pneumatici robusti, con p.r. e indice di carico elevati, a sezione larga; tutto il corpo della macchina, il labbro dei cerchioni e le valvole devono essere protetti. I sollevatori idraulici e i loro bracci inferiori devono essere di tipo rinforzato, sia per l esbosco con gabbie sia per quello con verricelli. Per l esbosco a strascico i trattori vanno zavorrati anteriormente al massimo. I verricelli. Impiegati normalmente con le trattrici sono del tipo portato sull attacco a 3 punti; verricelli fissi, imbullonati al ponte posteriore, più efficienti ma molto più costosi, al solito a 2 tamburi, vengono impiegati su trattori specializzati (trattori articolati, skidder) e su trattrici impiegate esclusivamente nell esbosco a strascico. La forza di tiro massima di verricelli portati è, secondo i tipi, di 40-80 kN a tamburo vuoto, quella utile effettiva, a tamburo pieno, è circa la metà. Verricelli fissi hanno forze maggiori di circa il 50%. Le funi impiegate sui verricelli sono di tipo Seale a 114 fili, o Warrington-Seale a 156 o 216 fili, con anima in acciaio, diametri di 9-14 mm, carico di rottura di 6-12 t: il carico di rottura della fune deve essere pari ad almeno 1,5 volte la forza di tiro massima del verricello (a tamburo vuoto). Quando i comandi del verricello vengono rilasciati il tamburo si arresta e blocca (comandi detti a uomo morto). Questi comandi possono essere: a. meccanici: agiscono tramite leva o fune; b. elettroidraulici: sono azionati via cavo con pulsantiera; c. radiocomandi. I primi sono i più semplici, più economici e sicuri, i comandi elettroidraulici e i radiocomandi sono più comodi, ma più costosi e soggetti a guasti. I verricelli vanno scelti in funzione del trattore, con forza di tiro effettiva (a tamburo pieno), approssimativamente uguale al peso della macchina. Rimorchi per trattori. Monoasse, rigidi (senza balestre), con pianale triribaltabile, vengono impiegati per l esbosco di legna da ardere. Devono essere a ruote motrici e con freno continuo, comandato simultaneamente ai freni della trattrice. Possono caricare 25-40 kN, secondo i modelli. Rimorchi a doppio assale (in tandem, a bilanciere), uno trazionato (a ruote motrici), l altro sterzante, balestrati e con freno continuo idraulico o pneumatico, vengono impiegati per il trasporto su strade trattorabili. Sono normalmente equipaggiati con gru idraulica, hanno portata utile di 60-80 kN, pari a circa 6-10 m3 di legname. Rimorchi a doppio assale, entrambi trazionati e non sterzanti, sono idonei per l impiego su pista, ma non su strada. Gru idrauliche. Specifiche per legname, con momento di sollevamento di 3-6 kN m21 e sbraccio massimo di 5-6 m, vengono montate sul rimorchio. Se vengono montate F01_8_Utilizzazioni_Forestali.indd 155 F 5/30/18 8:09 AM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta