9.1.2 Obiettivi di piano

F 158 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE raccogliere le informazioni utili già disponibili; suddividere la foresta in particelle e sottoparticelle; descrivere le situazioni ecologico-selvicolturali esistenti in ciascuna particella e sot- toparticella; aggregare le particelle e sottoparticelle in classi colturali; definire gli schemi di inquadramento assestamentale da adottare in ciascuna classe colturale; raccogliere i dati dendrometrici che consentono di applicare gli schemi assestamen- 9 fo tali prescelti; elaborare gli scenari di strategia gestionale tecnicamente proponibili per il futuro; scegliere gli scenari che consentono il migliore conseguimento degli obiettivi di pia- in no, coinvolgendo nella decisione finale il committente del piano o altri soggetti da esso indicati; redigere gli elaborati tecnici che concretizzano, in un programma di interventi da attuare in applicazione del piano, le strategie decise; sottoporre il piano alle procedure di collaudo e approvazione previste dalle norme regionali. 9.1.2 Obiettivi di piano. compito del committente definire gli obiettivi del piano e conseguentemente redigere le linee programmatiche da seguire. Le linee programmatiche del piano di assestamento costituiscono un documento di carattere tecnico e non solo amministrativo, che descrive sinteticamente la situazione esistente: il contesto economico-sociale del comprensorio, le potenzialità di sviluppo, le infrastrutture, i rapporti da stabilire fra il piano da redigere e gli altri contesti di pianificazione territoriale che coinvolgono il bosco, il regime vincolistico vigente e quant altro. In questo quadro le linee identificano l indirizzo selvicolturale di fondo da applicare, il livello di dettaglio richiesto all elaborato assestamentale, i disciplinari o i programmi esecutivi o di indirizzo da approntare in rapporto alle esigenze specifiche, i criteri di rilievo dendro-auxometrico, i capitoli e gli altri elaborati che devono costituire il progetto assestamentale. Le linee programmatiche possono essere modificate in corso d opera, qualora se ne manifesti l esigenza, in accordo col committente. L assestatore è responsabile della corrispondenza fra le proprie scelte tecniche di piano e le linee programmatiche. 9.1.3 Informazioni preliminari disponibili. Il tecnico assestatore raccoglie preliminarmente tutto il materiale documentario e bibliografico relativo al complesso silvopastorale da assestare, alla sua storia, ai vincoli che gravano su di esso, nonché agli eventuali progetti o indagini preesistenti che interessino in qualche modo l area in esame. Tale documentazione riguarda, per esempio, i dati meteorologici, le carte di base o tematiche approntate in altre occasioni, i risultati di studi sulla vegetazione, sulla flora, sulla fauna, sul suolo, i regolamenti e le normative di interesse locale, gli elaborati dei precedenti piani di assestamento e così via. Particolare attenzione deve essere prestata alla documentazione o anche alle semplici testimonianze orali riguardanti gli interventi effettuati in passato e il trattamento selvicolturale. 9.2 Compartimentazione della foresta. La prima fase di impostazione tecnica del piano consiste nell istituire le particelle ed eventualmente le sottoparticelle, che successivamente verranno aggregate in classi colturali. L insieme delle operazioni di costruzione del particellare e di classificazione colturale va sotto il nome di compartimentazione della foresta. d c fi s q F01_9_Assestamento_Forestale.indd 158 5/30/18 8:10 AM in c li fr n te c s m p in g d q Id m s d s n 1 2

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta