1.3 Caratteri connessi con la multifunzionalità del bosco

F 16 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE Le matricine presenti vengono conservate se la chioma non è eccessivamente espansa, ma possono anche essere abbattute totalmente. Per evitare che le ceppaie su cui si esegue il taglio emettano numerosi polloni vigorosi, è opportuno compiere un diradamento di grado moderato, conservare almeno un pollone su ogni ceppaia e mantenere la presenza, ove possibile, di un piano dominato. Si crea in tal modo un soprassuolo transitorio, formato da polloni che vengono tuttavia considerati come una giovane perticaia, che viene sottoposta da altri diradamenti fino a quando si decide, generalmente con tagli successivi, di porre in rinnovazione il bosco e quindi di realizzare la conversione attraverso una nuova generazione da seme. Nel caso dei cedui di faggio caratterizzati da basse provvigioni, si può applicare il metodo dell invecchiamento , che consiste nel lasciar invecchiare a lungo il popolamento ceduo per poi procedere direttamente ai tagli di conversione. 1 d p 1 2 3 4 1.3 Caratteri connessi con la multifunzionalità del bosco. La lista dei criteri di una GFS, così come sono definiti dal Processo Pan-Europeo di Helsinki, è la seguente: a. mantenimento e opportuno sviluppo delle risorse forestali e del loro contributo al ciclo globale del carbonio; b. mantenimento della salute e vitalità degli ecosistemi forestali; c. mantenimento e sviluppo delle funzioni produttive delle foreste con prodotti legnosi e non legnosi; d. mantenimento, conservazione e sviluppo appropriato della biodiversità negli ecosistemi forestali; e. mantenimento e appropriato sviluppo delle funzioni protettive nella gestione delle foreste, in particolare per quanto attiene il suolo e l acqua. In quest ottica, assume grande rilievo la stabilità del bosco che, ove prevalgano funzioni protettive, può essere intesa come la capacità di un popolamento di mantenersi sano e di perpetuarsi e, quindi, di assicurare in modo continuo la sua presenza. Coerentemente con le linee guida di GFS, diviene necessaria l adozione di misure selvicolturali particolari rivolte a raggiungere gli obiettivi sopra menzionati. fu d g te 1.3.1 Cure minime. Esigenze di sicurezza richiedono che in taluni casi sia necessario eseguire interventi selvicolturali in boschi con valore di macchiatico negativo, ossia boschi nei quali il valore del legname utilizzato è inferiore ai costi che si sostengono per l utilizzazione, nei quali si assiste a una evoluzione incontrollata del soprassuolo che comporta problemi di stabilità di singoli alberi o di interi soprassuoli (crollo di alberi per vetustà o attacchi di patogeni, azione degli incendi) oppure ridotta efficacia dell azione protettiva del bosco (crolli di pietre, movimento di valanghe in bosco, frane, ecc.). Questi interventi, definiti cure minime, si prefiggono di aumentare la stabilità del bosco e di ridurre i rischi per la collettività con il minore costo possibile. L analisi del soprassuolo e della stazione può mettere in luce le situazioni di rischio: aumento della massa combustibile, riduzione della stabilità meccanica degli alberi e pericolo di crolli, diminuita resistenza al distacco delle valanghe e al rotolio di massi, diffusione di parassiti, ecc. Questi problemi si presentano sia nei cedui sia nelle fustaie e infine nelle formazioni arboree o arbustive di neoformazione. La progettazione degli interventi (tipo di intervento, modalità attuative) deve tenere conto, oltre che dei costi e delle conseguenze dell intervento sul fattore di rischio stesso, anche dell impatto che esso esercita sulle componenti dell ecosistema (soprassuolo, vegetazione del sottobosco, fauna, suolo). 1 te s in v d l P s d fo c li c v il a F01_1_Selvicoltura_Generale.indd 16 14/06/18 18:58 r m a u r p d la lo a e

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta