9.2.2 Classi colturali

r ea ti %; ); el e- e el di à e o mca o e è e. la, a. ASSESTAMENTO FORESTALE F 161 9.2.2 Classi colturali. Una classe colturale, o compresa, è costituita da tutte le particelle o sottoparticelle che, avendo sia esigenze selvicolturali analoghe sia finalità gestionali simili, possono partecipare a un unica strategia di piano per quanto riguarda l assetto assestamentale da raggiungere (continuità, regolarità e massimo livello nei ritmi di erogazione dei benefici e servizi) e la programmazione degli interventi (scadenze, luoghi dove effettuarli e modalità di attuazione). La classe colturale è un entità autonoma di indirizzo assestamentale e rappresenta il primo atto decisionale nel quale si delineano le strategie di piano. A meno che non sia stabilito diversamente nelle linee programmatiche, la classificazione delle unità di compartimentazione in comprese avviene a libera discrezione del tecnico e può essere modificata in sede di revisione del piano. Nella maggior parte dei casi la classe colturale è costituita da particelle o sottoparticelle comprendenti boschi di analoga composizione specifica e assoggettabili a forme di governo e trattamento specificamente definite (es. una compresa per i cedui di specie mesofile, una per le fustaie miste a prevalenza di abete bianco e rosso e trattate a scelta, una per le faggete a finalità protettive, ecc.). Nei piani sommari, in presenza di formazioni eterogenee o frammentate e quando le condizioni del bosco sono lontane da assetti assestamentali definibili con precisione, si possono classificare in un unica compresa anche boschi diversi per specie e trattamento, purché le scadenze di programmazione selvicolturale possano essere progettate all interno di un unica strategia (es. turni uguali ed esigenze simili per quanto riguarda gli interventi intercalari); soluzioni di questo tipo possono essere provvisorie e potranno dare origine, con le future revisioni del piano, a classificazioni colturali diversificate. F 9.3 Raccolta dei dati di campagna. Consiste nella raccolta dei dati ecologicoselvicolturali che caratterizzano l unità di compartimentazione, operazione comunemente nota come descrizione particellare, e nell eventuale esecuzione dei rilievi di inventariazione del bosco, comunemente indicati come rilievi dendro-auxometrici. Può servire anche il rilevamento di dati riguardanti la viabilità o altri fattori gestionali. 9.3.1 Descrizione di particelle e sottoparticelle. La descrizione accurata di ogni particella o sottoparticella è necessaria in qualunque circostanza e costituisce il momento dell analisi più approfondita della foresta. 9.3.2 Dati associabili all unità di compartimentazione. Per ogni particella non suddivisa internamente e per ogni sottoparticella i dati indispensabili da raccogliere sono: i nformazioni anagrafiche (codice identificativo dell unità di compartimentazione, luogo, data del rilevamento); o rografia (altitudine, pendenza, esposizione, posizione fisiografica); s uperficie (totale, inclusi produttivi e non produttivi, netta, superfici catastali); v ulnerabilità del sito (dissesti per erosione, frane o altro); l imitazioni colturali legate alle caratteristiche del suolo (superficialità del terreno, rocciosità, ristagni d acqua); d anni (da animali domestici o selvatici, fitopatogeni o parassiti, agenti meteorici, movimenti di neve, incendi, utilizzazioni o esbosco, attività turistico-ricreative, ecc.); a ccessibilità per le operazioni di gestione selvicolturale; e sistenza di condizionamenti alla gestione (eccesso di animali selvatici, contestazioni di proprietà, ecc.); F01_9_Assestamento_Forestale.indd 161 5/30/18 8:10 AM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta