SEZIONE F

F 164 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE Le aree di saggio di questo tipo sono localizzate dal tecnico su sua libera scelta; pertanto la loro capacità di descrivere efficacemente i fenomeni dendrometrici indagati è legata alla loro effettiva rappresentatività; ciò rende difficile valutare l attendibilità delle stime. Inoltre occorre conoscere la superficie complessiva di bosco alla quale rapportare i dati che si rilevano internamente alle aree di saggio. Le aree di saggio sono estese solitamente da 1.000 a 5.000 m2 a seconda della densità arborea e hanno forma circolare, quadrata o rettangolare in funzione delle situazioni operative. Un utile soluzione consiste nel tracciare allineamenti (lunghi, per esempio, 100 m) e nel rilevare gli alberi presenti entro una certa distanza (10 o 20 m); in alternativa si identificano i limiti esterni delle aree di saggio per mezzo di semplici strumenti topografici, distanziometri o anche soltanto con paline e nastri metrici. Per conseguire una minima attendibilità dei dati, occorre replicare i rilievi in zone di bosco simili, ma lontane l una dall altra. Tutte le misure di superficie vanno rapportate all orizzontale. Internamente alle aree di saggio si eseguono le stesse osservazioni dendrometriche che caratterizzano il cavallettamento totale. In aggiunta al rilevamento degli alberi presenti è possibile registrare separatamente gli alberi potenzialmente utilizzabili con i prossimi interventi, dato fondamentale per molte procedure assestamentali organizzate su base selvicolturale. Inventario per campionamento. Un campionamento che fornisca buoni risultati richiede un numero minimo di alcune decine di osservazioni. Si possono adottare varie tecniche di rilevamento, conseguendo vantaggi più o meno consistenti a seconda dell accuratezza con la quale il disegno campionario è progettato e condotto (®F.1.7 Dendrometria). Il campionamento presenta alcuni vantaggi importanti: s i riducono ai livelli minimi le spese da sostenere per inventariare superfici estese; è possibile valutare l attendibilità statistica dei risultati; è possibile censire i popolamenti sub-particellari dello stesso tipo che si trovino dispersi fra più particelle, stimare la loro estensione complessiva e i valori dendrometrici che li caratterizzano; l a georeferenziazione della griglia di punti nei quali si localizzano i rilievi facilita la restituzione cartografica dei fenomeni osservati e consente di realizzare mappe che evidenziano con immediatezza le esigenze gestionali; i n ogni punto di osservazione è possibile registrare separatamente gli alberi proposti per l abbattimento con i prossimi interventi selvicolturali, quantificando in questo modo i prelievi contestualmente alle masse legnose in piedi; i l campionamento può essere eseguito contemporaneamente alla descrizione particellare e alle operazioni più semplici di restituzione cartografica. Si tratta di risultati apprezzabili in varie circostanze, anche se non sempre si possono conseguire tutti contemporaneamente. Per contro, il campionamento, oltre a essere scarsamente efficiente su piccole superfici, è difficilmente collaudabile. a. Le unità campionarie delimitate fisicamente materializzano la zona entro la quale misurare gli alberi. Nella gran parte dei casi si delimitano aree circolari, il cui limite esterno è identificato per mezzo di un nastro metrico ancorato al centro dell area o per mezzo di un distanziometro; nei giovani rimboschimenti, quando il sesto di impianto è ancora ben visibile, sono preferibili aree quadrangolari con i lati posti parallelamente alle file dell impianto ed equidistanti fra due file contigue. La migliore combinazione fra costi del rilevamento e risultati si ottiene se le unità campionarie racchiudono in F01_9_Assestamento_Forestale.indd 164 5/30/18 8:10 AM b c In a b 9 r g te c s a n i s ta e m g

SEZIONE F
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SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta