9.3.5 Altri rilevamenti

rè e r- à ni o, ati e a e ei e eia). ie- a e ti o i- o e e e r o e e n ASSESTAMENTO FORESTALE F 165 media circa 15 alberi: questo significa che le dimensioni dell unità campionaria variano in genere fra 300 e 600 m2. Tutte le misure di delimitazione delle aree di saggio vanno rapportate all orizzontale. Il diametro è misurato su tutti gli alberi dell unità campionaria, le altezze ed eventualmente gli incrementi su un sottocampione. b. La caratteristica comune dei metodi che evitano la delimitazione fisica delle unità campionarie è rappresentata dall impiego del relascopio. Analogamente a quanto avviene per le unità campionarie delimitate fisicamente, il fattore di numerazione angolare deve essere scelto in modo da contare mediamente non più di una quindicina di alberi ogni volta. Il rilievo può essere piuttosto rapido, ma è facile sbagliare nell identificazione degli alberi; anche il sottobosco costituisce un grave ostacolo, a volte insormontabile. Si misura il diametro di tutti gli alberi contati, l altezza ed eventualmente l incremento su un sottocampione. c. Una semplificazione del rilevamento relascopico consiste nel misurare il diametro di ogni n-esimo albero associato alla prova di numerazione angolare (es. uno ogni cinque) e l altezza di ogni n-esimo (es. una ogni dieci). Se la selezione è realmente imparziale si ottiene, oltre all area basimetrica per ettaro, una stima orientativa del diametro di area basimetrica media e della corrispondente altezza. Ai fini di una sufficiente attendibilità, occorre misurare varie decine di alberi. Non si rilevano incrementi. Il metodo è adatto solo a stime sommarie, come può essere sufficiente in perticaie, in fustaie giovani, in boschi di protezione o in cedui avviati all alto fusto. F Inventari speditivi a. Il relascopio consente di rilevare direttamente l area basimetrica per ettaro nel punto di osservazione, senza misurare diametri. Questo impiego avviene spesso al di fuori di protocolli di campionamento rigorosamente definiti, curando solo di distribuire uniformemente le osservazioni nei boschi interessati. Anche in tale circostanza è possibile registrare separatamente gli alberi in piedi e quelli indicati per il taglio. b. Un altro metodo consiste nella stima sintetica della massa in piedi esistente nell unità di compartimentazione, realizzata per confronto soggettivo con altre particelle o con altri casi noti. 9.3.5 Altri rilevamenti. Rilevamenti di altro tipo possono essere necessari per produrre mappe, per approfondire aspetti vegetazionali, dendrometrici o gestionali, per redigere particolari disciplinari o per altri motivi, secondo quanto previsto negli indirizzi tecnico-programmatici. Può anche essere necessario avvalersi di altre professionalità che integrino le competenze dei tecnici forestali. La mappa assestamentale, realizzata sulla base di una carta tecnica regionale (CTR) alla scala 1:10.000, riporta il particellare assestamentale e costituisce lo strumento tecnico-cartografico fondamentale di gestione della foresta. Altre carte aventi finalità particolari (per evidenziare le classi colturali, i tipi strutturali, i tipi di intervento o altro) sono opzionali e possono essere prodotte separatamente a scala di minore dettaglio, classificando i poligoni della compartimentazione secondo i tematismi desiderati. La mosaicatura delle mappe catastali, alla stessa scala 1:10.000, riporta le particelle e sottoparticelle assestamentali e i fogli e le particelle catastali con i relativi confini. Il mosaico catastale è obbligatorio quando il piano riguarda un complesso consortile; negli altri casi è opzionale, a discrezione di quanto previsto dalle linee programmatiche. F01_9_Assestamento_Forestale.indd 165 5/30/18 8:10 AM

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta