9.4 Funzioni del bosco e obiettivi di piano

F 166 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE I rilievi topografici possono essere particolarmente onerosi. Nella gran parte dei casi occorre riportare su mappa nuove linee di compartimentazione o tracciati di strade di servizio; la precisione della restituzione cartografica va rapportata alle effettive esigenze pratiche di gestione, per evitare costi di rilevamento non indispensabili. Altri rilievi topografici possono essere richiesti per fare chiarezza sui limiti di proprietà, operazione per la quale il Codice Civile prevede specifiche procedure di confronto fra le parti. Se non disposto diversamente da un incarico specifico, all assestatore compete di evidenziare i casi di incertezza nei confini e di segnalare gli effetti della situazione ai fini gestionali. La viabilità forestale condiziona fortemente l attività selvicolturale; pertanto il piano la descrive dettagliatamente e programma, quanto meno nelle linee generali, le eventuali esigenze di ampliamento o risistemazione. La viabilità di interesse più immediato è costituita da strade di servizio, tracciati permanenti per mezzi agricoli, mulattiere e sentieri; si escludono le piste aperte solo temporaneamente per fini di utilizzazione o esbosco o per altri motivi. La descrizione informativa di un tracciato lo fraziona in tratte omogenee per classificazione tecnica ed esigenze di manutenzione. I dati fondamentali da raccogliere per ogni tratta sono: i dentificazione (numero e nome del percorso, punto di partenza a valle e punto di arrivo a monte); c lassificazione amministrativa; c lassificazione tecnica (strada camionabile principale, strada camionabile secondaria, strada trattorabile o carrareccia, pista camionabile, pista di strascico principalepermanente, tracciato per mezzi agricoli minori, mulattiera, sentiero, vecchio tracciato da recuperare, proposta di tracciato); p ossibilità o meno di utilizzare la tratta a causa di ostacoli presenti in un altro punto del tracciato, accessibilità, transitabilità e infine tutte le indicazioni in merito alle necessità di manutenzione, specificando gli interventi necessari e la loro priorità. 9.4 Funzioni del bosco e obiettivi di piano. L analisi delle funzioni che possono essere riconosciute alle varie parti della foresta è alla base della ricerca delle strategie di piano più efficaci. Si possono adottare soluzioni cartografiche o valutative oppure entrambe, a seconda delle esigenze. a. L approccio cartografico è di tipo sintetico e consiste nel procedere a una zonizzazione che identifichi i luoghi nei quali sia possibile perseguire, con efficacia e continuativamente, una determinata funzione esclusiva o una particolare combinazione di funzioni prevalenti o caratterizzanti; in tali luoghi si stabiliscono determinate destinazioni d uso o si pongono specifici vincoli di gestione. b. L approccio valutativo è analitico e consiste nel confrontare esplicitamente alternative e obiettivi. Lo si realizza elaborando apposite tabelle, nelle colonne delle quali si elencano le alternative gestionali tecnicamente ammissibili nelle circostanze date; le righe identificano gli obiettivi di piano da prendere in esame; nelle celle si indicano i prevedibili effetti che l adozione delle varie alternative provocherebbe in relazione al conseguimento di ciascun obiettivo. Una matrice di valutazione di questo tipo può essere elaborata per una particella o sottoparticella, per una compresa, per un gruppo omogeneo di particelle o sottoparticelle o anche per un tipo di popolamenti sub-particellari opportunamente definito, modulando volta per volta sia gli obiettivi da raggiungere sia le alternative da porre a confronto. F01_9_Assestamento_Forestale.indd 166 5/30/18 8:10 AM g a a b c a b c d n n a F

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta