9.5 Programmazione dell’attività selvicolturale

F 168 SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE - SELVICOLTURA GENERALE Le valutazioni possono avvenire in modi diversi, elaborando indicatori quantitativi o anche semplicemente esprimendo giudizi nominali o stabilendo gerarchie ordinali. I valori da inserire nelle celle di ogni riga devono tenere conto del livello di priorità riconosciuto al conseguimento dell obiettivo corrispondente: in termini numerici questo significa per esempio che, se una singola alternativa persegue in modo parimenti efficace due obiettivi diversi, ma a uno di essi è riconosciuta importanza doppia rispetto all altro, occorre inserire un valore doppio nella cella pertinente all obiettivo avente priorità più elevata. Ciò che serve è classificare le possibili scelte secondo criteri espliciti e verificabili e impiegare procedure logiche di valutazione, eventualmente ripercorribili in sede di riesame delle ipotesi di piano. Analisi di questo tipo consentono di orientarsi sulle decisioni da prendere in presenza di molti obiettivi eterogenei e talvolta contrastanti. 9.5 Programmazione dell attività selvicolturale. La programmazione dell attività selvicolturale costituisce la scelta centrale e più delicata, cioè quella che caratterizzerà la gestione del bosco per tutto il periodo di applicazione del piano e che potrà condizionare, in senso positivo o negativo e per molti decenni a venire, il futuro della foresta. Gli interventi vengono graduati secondo l urgenza e localizzati particella per particella, allo scopo di rendere costante, perpetua e il più possibile elevata l erogazione di molteplici benefici e servizi da parte del bosco. Continuità ed elevatezza di erogazione di beni e servizi sono requisiti base dell assestamento forestale. L impostazione classica dell assestamento risolve questa esigenza per quanto riguarda la produzione di legname, ma non è in grado di confrontarsi, allo stesso livello di efficacia, col problema della multifuzionalità. Nonostante questo limite, non è possibile prescindere dall impostazione tradizionale, anche se basata su ipotesi semplificative; finora è solo in questa chiave di obiettivo unico prevalente che sono stati sviluppati adeguati sistemi di analisi e proiezione al futuro dei dati che riguardano l ordinamento colturale del bosco. Il processo logico che occorre cercare di mettere in atto (ma non sempre si hanno tutti i dati e le conoscenze che consentano di farlo) può essere sintetizzato nei punti che seguono: e laborare il quadro di sintesi della situazione reale esistente in ciascuna classe colturale; i dentificare l assetto ideale (di stabilità biologica e di massima erogazione dei beni e dei servizi) al quale cercare di approssimare ciascuna classe colturale; c onfrontare la situazione reale di ciascuna classe con il corrispondente assetto ideale; e laborare la strategia di lungo periodo apparentemente migliore per avvicinare ogni situazione reale al proprio assetto ideale; r iconsiderare in un quadro di sintesi superiore, a livello dell intera foresta, le strategie ipotizzate per tutte le classi colturali e definire gli scenari futuri che in questo modo si prospettano per tutta la foresta; g iudicare se questi possibili scenari futuri sono accettabili (in questo caso l elaborazione del programma degli interventi può continuare) oppure no (in questo caso l elaborazione del programma degli interventi deve essere reimpostata); a dottare lo scenario più conveniente e le strategie di classe colturale che lo configurano; r edigere il programma degli interventi conseguentemente da adottare durante il periodo di applicazione del piano. F01_9_Assestamento_Forestale.indd 168 5/30/18 8:10 AM m d ta r in r ta g a n d a lo le s m r a s a q in p n U m d l c p in c a la id d m o o e p c a e

SEZIONE F
SEZIONE F
SELVICOLTURA GENERALE E SPECIALE
La Selvicoltura può essere definita come l’insieme di tutte quelle attività di governo e coltivazione svolte nei boschi, per scopi diversi, e che rappresentano la risposta alle esigenze, dei singoli e delle comunità, che si vengono a determinare in un particolare momento storico e in uno specifico contesto sociale.In senso stretto le attività consistono essenzialmente nel taglio degli alberi, ossia nella raccolta della produzione legnosa, condotto in modo tale da assicurare la ricostituzione (rinnovazione) del soprassuolo. Nella pratica della Selvicoltura rientrano anche l’impianto di alberi e tutte le fasi di produzione delle piantine in appositi vivai, fino alla loro messa a dimora in terreni precedentemente destinati a prato o coltivo, oppure là dove il soprassuolo adulto è stato abbattuto e si è preferito fare ricorso alla rinnovazione artificiale.L’Economia forestale (Selvicoltura in senso lato) comprende non solo l’ecologia forestale (presupposto necessario all’adozione di buone forme di intervento), ma anche i criteri di misurazione del volume degli alberi, di pianificazione delle operazioni su ampie superfici forestali, di difesa del bosco da agenti dannosi e da incendi, di gestione della fauna selvatica di applicazione e rispetto delle norme che le istituzioni pubbliche fissano per inquadrare le operazioni selvicolturali (nel quadro dell’economia del territorio) e, infine, delle modalità, di verifica che ci assicurano che prodotti o servizi, ottenuti dai boschi, siano conformi ai requisiti indicati da norme o regole. Per questo è indispensabile una profonda conoscenza dei tipi di bosco presenti nelle diverse Regioni italiane e delle tecniche selvicolturali più appropriate. Si deve anche prestare attenzione ai caratteri del legno, che in parte conseguono alle specie coltivate e alle modalità di crescita degli alberi, e al modo in cui la produzione legnosa viene raccolta e trasportata dal bosco alla strada.Nella presente Sezione F del Manuale dell’Agronomo si è anche fatto un breve cenno a quelle specie legnose che sono importanti per il loro significato ecologico, per il pregio estetico e talvolta per particolari beni forniti, o che non formano complessi boscati, ma compaiono allo stato sporadico. In tal modo si è inteso fornire un quadro d’insieme, quanto più possibile aggiornato e completo, dei diversi campi tecnici e applicativi della selvicoltura.Coordinamento di SezionePietro PiussiRealizzazione e collaborazioniGiovanni Bernetti, Stefano Berti, Massimo Bianchi, Paolo Casanova, Piermaria Corona, Luigi Damiani, Roberto Del Favero, Maria Nives Forgiarini, Giovanni Hippoliti, Amerigo Alessandro Hofmann, Alberto Maltoni, Enrico Marchi, Anna Memoli, Lorenzo Pini, Pietro Piussi, Aldo Pollini, Andrea Tani, Giuliana Torta